Miglionico

Miglionico (MT)
IL BORGO DEI FICHI E...DEL MALCONSIGLIO!
Miglionico (MT)
IL BORGO DEI FICHI E...DEL MALCONSIGLIO!
Le origini di Miglionico sono da ricondursi probabilmente ad una città enotria, come testimoniano i rinvenimenti archeologici del VI secolo a.C. La tradizione vuole che a fondarla sia stato Milone, un celebre atleta definito olimpionico per aver vinto svariate volte durante le lotte dei Giochi Olimpici, dal quale deriverebbe anche il nome del borgo. Altri studiosi ritengono invece che il Milone in questione sia un altro, un luogotenente che prese parte alla battaglia di Heraclea.
Sullo stemma del comune vi sono le 7 M della frase Milo Magnus Miles Me Munivit Magnis Muris, con cui si ricorda come Milone muní Miglionico di grandi mura di cinta.
La storia del borgo ruota attorno a quella del suo maestoso castello e dell'avvenimento storico noto come la Congiura dei Baroni, contro il re Ferdinando I d'Aragona il Vecchio, re di Napoli.
I Baroni delle Terre del Mezzogiorno ordirono una congiura contro la dinastia aragonese, promossa, tra l'altro, dal Duca di Salerno e da Antonello Petrucci, segretario particolare del re, cui aderirono anche il papa Innocenzo VIII, il Barone Pirro del Balzo, principe di Altamura, il Marchese di Bitonto, i Duchi di Melfi e di Nardò e, infine, Girolamo Sanseverino proprietario della terra di Miglionico e del Castello. Re Ferdinando, scovato l'inganno, finse di voler trattare la pace e riunì tutti i Baroni coinvolti nella Sala del Castello, dove li fece decapitare. Da allora la Sala e il Castello stesso sono noti con l'appellativo di "Malconsiglio".
Nel 1504, il borgo e il Castello furono consegnati a Ettore Fieramosca insieme al titolo di conte di Miglionico per la celebre vittoria durante la Disfida di Barletta. E' a lui che si devono le mura e la merlatura del castello, l'istituzione della festa della Madonna delle Grazie e della Porticella, e i pregiati affreschi della chiesetta urbana.
Dal 1570 i Sanseverino furono i signori di Miglionico, cui seguì nel 1607 Marcello Nigro, e nel 1624 Ippolito Revertera, Duca della Salandra. I signori di Salandra furono espropriati del Castello e di altre proprietà in seguito ai moti rivoluzionari del 1647 a Napoli, quando la popolazione insorse contro il conte che richiedeva la riscossione delle tasse. Il Castello venne consegnato tramite asta pubblica ai miglionichesi.
Miglionico prese parte anche ai moti risorgimentali del 1860.
Nel 1867-1868 un'epidemia colerica colpì il borgo, facendo oltre 500 vittime.

Dai al tuo borgo una presenza ufficiale
Attiva il portale del Comune su Il Borghista e diventa partner del progetto.