Caprarola

Caprarola (VT)
IL BORGO DELLA NOCCIOLA!
Caprarola (VT)
IL BORGO DELLA NOCCIOLA!
Il borgo medioevale di Caprarola, situato tra le strade consolari Cassia e Flaminia, è immerso nell'antico territorio etrusco ma affonda le sue radici solo intorno all'anno 1000 a causa delle montagne Cimini, anticamente chiamate selva Cimina, che erano considerate un territorio impervio e impenetrabile.
Durante il Medioevo il paese fu conteso da diverse famiglie feudatarie. Nel 1275 era sotto gli Orsini, prima che il potere passasse in breve tempo ai Prefetti di Vico. Dal 1370, iniziò una lotta per il controllo di queste aree tra i Prefetti di Vico e i Conti di Anguillara. Nel 1435 cadde sotto la giurisdizione della Santa Sede. Nel 1440, il feudo fu acquistato dal conte Everso Anguillara che rimase fino al 1465, anno in cui il papa Paolo II confiscò tutti i beni della famiglia. Sul finire del 1400, Caprarola fu affidata al vicariato di Riario Della Rovere ed iniziò di nuovo a prosperare e a popolarsi. Nel XVI secolo Caprarola conobbe il suo periodo di maggior splendore, sotto la famiglia Farnese che estese significativamente il proprio dominio costruendo sontuose ville e castelli. Tra questi, la residenza più rappresentativa costruita fu il Palazzo Farnese.
L'edificazione di questa maestosa residenza cinquecentesca fu avviata nel Cinquecento da Antonio da Sangallo, il quale aveva ricevuto l'incarico di costruire una fortezza dal futuro Papa Paolo III. Successivamente, per volere del nipote Alessandro Farnese, fu sapientemente trasformata in una fastosa reggia di rappresentanza sotto la direzione del prestigiosissimo architetto Jacopo Barozzi da Vignola.
Il Vignola partecipò attivamente, fra il 1569 e il 1573 (anno della sua morte) al fervore costruttivo del periodo, con progetti per edifici pubblici e privati.
A Caprarola operarono nel Cinquecento anche Giacomo Del Duca ed il meno noto Giovanni Antonio Garzoni. All'inizio del secolo successivo, anche Girolamo Rainaldi e Francesco Peperelli. La loro azione diretta e l'influenza che esercitarono sulle maestranze locali conferirono al centro storico della cittadina laziale l'impronta tardo-cinquecentesca e pre-barocca che in gran parte ancora conserva.

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