Montella

Montella (AV)
IL BORGO DELLA CASTAGNA IGP!
Montella (AV)
IL BORGO DELLA CASTAGNA IGP!
La derivazione del nome del borgo, dapprima Monticulus o Montillus, da cui Montilla, Motilla, per poi divenire Montella, è un chiaro riferimento alla posizione naturale del borgo.
Da antichi reperti appartenenti all'Età del Bronzo, si suppone che il borgo irpino fosse già popolato nel III millennio a. C.
Nel 500 a. C. la zona bassa di Montella accolse tribù sannitiche che si stabilirono tra il fiume Calore ed il fiume Lacinolo e stabilirono rapporti commerciali con le tribù della Magna Grecia.
Queste stesse tribù si schierarono militarmente con gli Irpini nelle tre guerre sannitiche, che portarono alla conquista da parte dei Romani.
Come molti altri borghi irpini, anche Montella, grazie alla sua posizione strategica, divenne sede di un Castello di Longobardo, Castello del Monte, anello di congiunzione nella fitta rete di Castelli irpini.
Sotto la dominazione normanna e sveva Montella divenne una contea.
Nel 1222 Francesco d'Assisi, in viaggio di ritorno dal Santuario di S. Michele Arcangelo del Gargano, sostò a Montella ed incaricò i suoi frati di restarvi per costruire un convento che potesse donare ospitalità al popolo montellese, continuamente sotto attacco dei briganti.
Sotto il dominio angioino, il Castello del Monte fu acquisito dai principi di Taranto e Carlo II d'Angiò ne fece un suo luogo di ritiro.
Con l'arrivo degli Aragonesi, il borgo, passato sotto il dominio dei conti Cavaniglia, visse un periodo di fiorente splendore.
Ai Cavaniglia, seguì la famiglia De Tolfa. Nel 1613 il feudo fu acquistato da Antonio Grimaldi, nel 1680 il feudo passò nelle mani di Francesco Maria Sauli, per poi divenire dominio dei D'Oria.
Grazie alla sua strategica posizione, ebbe rilevante importanza anche per il Regno delle Due Sicilie; fu montellese il ministro di grazia e giustizia e reggente del Regno, Michelangelo Cianciulli.
Durante la Seconda guerra mondiale, l'Altopiano di Verteglia, assieme alla Piana del Dragone sita in Volturara Irpina, furono teatro di importanti manovre militari, tanto che nel 1936 Mussolini e Vittorio Emanuele III fecero visita ai due borghi per supervisionare le operazioni militari.
In questo periodo Umberto di Savoia fu, in più occasioni, ospite del convento di San Francesco a Folloni.

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