Rofrano

Rofrano (SA)
IL BORGO DELLA LONGEVITA'!
Rofrano (SA)
IL BORGO DELLA LONGEVITA'!
Il Canonico Domenico Antonio Ronsini ravvisa l'origine del nome nei suoi "Cenni storici su Rofrano" (Salerno, 1873) dall'antica Rufra del Sannio indicata da Virgilio nel VII libro dell'Eneide. Secondo altre tradizioni, il nome deriverebbe dalla quercia rovere che riveste le sue montagne.
Il paese nuovo prese il nome dall'antico e si raggruppò intorno ad un cenobio di basiliani presso la Chiesa di Grottaferrata. Ruggiero II, re di Sicilia, concesse la badia e il feudo di Rofrano all'abate basiliano Leonzio nel 1131; il cenobio esisteva in realtà già dalla seconda metà dell'XI secolo. Giulio della Rovere, abate commendatario di Grottaferrata e futuro papa Giulio II, vendette poi il feudo di Rofrano per costruire le mura a difesa dell'abbazia di Grottaferrata.
La badia fu poi data in commenda al cardinale Giovanni Colonna e ciò produsse la rovina dei commendati. Il feudo di Rofrano passò poi nel XV secolo ad Arcamone, conte di Fondi e in seguito a Giovanni Carafa, conte di Policastro, il quale espulse gli ultimi basiliani, fece costruire il palazzo baronale, dominò da tiranno sul popolo e sul clero e finì spogliato dei suoi beni e maledetto dal popolo. Il feudo passò alla fine ai Tosone, finché nel 1806 scomparve del tutto.
Le vicende religiose furono molto importanti. La Chiesa officiata dai basiliani mantenne a lungo il rito greco. Nel 1583, il papa Gregorio XIII l'aggregò alla diocesi di Capaccio. Nel 1680, però, un certo Mons. Bonito in visita a Rofrano, ordinò che fossero bruciati tutti i libri e le scritture greche al fine di assicurare il trionfo della Chiesa latina sulla greca.

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