Monteodorisio

Monteodorisio (CH)
UN'ANTICA PICCOLA CAPITALE DI CONTEA!
Monteodorisio (CH)
UN'ANTICA PICCOLA CAPITALE DI CONTEA!
L'etimologia del nome Monteodorisio proviene da "Mons" - che significa "monte" - e "Odorisius" - ovvero "Odorisio". Pur essendo una collina, ha un'altitudine di 316 m, a ridosso della Valle del Sinello, da cui deriva la parola "monte"; la seconda parte del nome, "Odorisio", deriva dal Conte dei Marsi Odorisio Caracciolo, che ne ebbe il possesso su concessione del Conte di Chieti.
Il primo nucleo del borgo di Monteodorisio ha origini molto antiche, e risale ai Romani, quando era già un florido centro, prima di diventare una potente contea nel Medioevo.
Le prime testimonianze scritte della contea di Monteodorisio risalgono all'anno Mille. Al tempo, il Conte dei Marsi Odorisio, unificò al borgo altri feudi dell'alto Vastese, estendendo i suoi domini fino alla costa adriatica frentana della Marsica.
Forte di un esercito di diecimila combattenti, vantava al tempo 3 conventi, 5 chiese, 2 villaggi fuori le mura (Villa Marrone e Villa San Pietro ad Aram) e 1 convento (Convento di San Bernardino).
Agli ordini monastici subentrò successivamente il potere angioino. Carlo d'Angiò cedette la contea a Sordello da Goito, il poeta mantovano incontrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (canto VI del Purgatorio).
Si presume che nel 1100 arrivarono anche i Templari che molto probabilmente avevano qui una piccola chiesa gestita dai Cavalieri dell'Ordine di Malta, che avevano la loro sede a Vasto.
Durante il Basso Medioevo, tra il 1300 e il 1400, la posizione strategica di dominio della contea, gli conferì sempre più prestigio. Ad impadronirsene furono personaggi illustri e condottieri che hanno fatto la storia del Mezzogiorno, legati ai sovrani del regno di Napoli. Tra questi, i Caldora prima e i D'Avalos poi, fortificarono e ampliarono il Castello.
L'ultimo bagliore della grandezza di Monteodorisio è testimoniato dall'incontro tra Fabrizio Colonna, il gran connestabile del Regno di Napoli, e Don Cesare Michelangelo D'Avalos, marchese del Vasto; l'incontro avvenne nel 1723, nel Monastero di San Bernardino.
Nell'Ottocento, Monteodorisio e i territori circostanti furono interessati dal fenomeno del brigantaggio. A quel tempo, il generale Carlo Antonio Manhes fece condannare a morte ben 125 briganti e ne fece incarcerare 166. A Monteodorisio, fu fatto sfilare il cadavere del brigante Saverio Pomponio di Vasto.
Nel 1836 il borgo fu colpito da una grave epidemia di colera.
Oggi Monteodorisio è un modesto comune abruzzese, i cui abitanti lavorano nei campi o presso le vicine industrie di San Salvo.

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