Apice

Apice (BN)
IL BORGO FANTASMA DEFINITO "LA POMPEI INCOMPIUTA DEL '900"!
Apice (BN)
IL BORGO FANTASMA DEFINITO "LA POMPEI INCOMPIUTA DEL '900"!
L'etimologia del nome, secondo lo storico Alfonso Meomartini, deriverebbe dal console romano Marco Gavio Apicio mentre altre fonti la riconducono agli antichi Japigi. La presenza nel borgo di una contrada che si chiama Contrada Marcopio farebbe preferire la prima ipotesi.
La presenza romana nel territorio è attestata da numerosi rinvenimenti archeologici fra cui lapidi e cippi funerari, monete, cammei ed utensili di uso domestico risalenti all'età imperiale. La presenza della via Appia l'ha resa un crocevia di scambi commerciali e culturali che anche durante il medioevo ne hanno caratterizzato l'identità.
L'ubicazione geografica favorevole ha reso Apice un punto di interesse non solo nel periodo Romano ma soprattutto in quello medioevale.
Il medioevo la vede protagonista dell'antagonismo di conti, feudatari, principati in quanto punto nevralgico del commercio del grano e della lana fra la Puglia e Napoli.
Longobardi, Angioini, Aragonesi, Normanni lasciano le loro tracce sul territorio e soprattutto nel castello che domina la parte più alta della collina e presiedeva le vie di terra e di fiume, un tempo navigabili.
In epoca moderna, il borgo fu colpito da violenti terremoti: nel 1702, nel 1962 e nel 1980. Se dopo il sisma del 1962, parte degli abitanti non volle spostarsi nel nuovo abitato, col terremoto che colpì l'Irpinia nel 1980 furono tutti costretti ad abbandonare il borgo vecchio.

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