San Severino Lucano

San Severino Lucano (PZ)
IL BORGO DELLE STELLE E DELLA SPIRITUALITA'!
San Severino Lucano (PZ)
IL BORGO DELLE STELLE E DELLA SPIRITUALITA'!
San Severino nasce nei primi anni del secolo XVI. Sulle sue origini ci sono due ipotesi.
Lo storico Giovanni Di Giura, afferma che San Severino è stato fondato dai monaci cistercensi della vicina abbazia di Sagittario. Questi costruirono, nella località oggi abitata, poche case per alloggiare i propri servi e coloni. In origine questa terra era in feudo della celebre famiglia principesca dei San Severino che donarono ai monaci questa contrada, da loro poi battezzata col nome di Casale di San Severino per onorare i benefattori.
Secondo lo storico Perrella e la tradizione popolare orale, l'origine di San Severino si fa risalire ad alcuni fuggiaschi, originari di Castelsaraceno, che vollero sottrarsi a gravi prepotenze del barone del loro paese.
Entrambe le ipotesi possono considerarsi veritiere.
Un primo nucleo stabile di abitanti doveva essere a San Severino tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500. A questo primo nucleo si sarebbero aggregati esuli di Castelsaraceno. La denominazione di Casale di San Severino rimase sino al secolo scorso e dal 1862 prese l'attuale nome di San Severino Lucano. Nel 1796 il numero dei suoi abitanti è salito a 2.200 secondo lo storico Francesco Sacco e nel 1871 il paese contava 5.515 abitanti. Il numero degli abitanti è andato man mano diminuendo ed oggi ce ne sono poco più di 1600.
In questa terra si trovavano già nel secolo scorso una Parrocchia sotto l'invocazione di Santa Maria dell'Abbondanza e di San Vincenzo. Con l'abolizione della feudalità, San Severino si organizzò in Comune nel 1806.
Il tenore di vita dei sanseverinesi, la metà del XIX secolo, era bassissimo. Per la posizione geografica e per la mancanza di strade, il commercio era scarso. L'occupazione principale dei Sanseverinesi era l'agricoltura associata alla pastorizia. Anche le attività artigiane e manufatturiere non erano molto sviluppate: c'erano i mulini ad acqua per la molitura dei cereali e le gualchiere per assodare i grezzi tessuti di cotone, di canapa e di ginestra. In ogni famiglia c'era il telaio casalingo per la filatura e tessitura della lana e del cotone, e la quasi totalità delle donne erano filatrici. L'attività tessile domestica è scomparsa venti, trenta anni fa. C'erano anche piccoli opifici, in cui si fabbricavano chiavi, serrature, cerchi da botti ed altri lavori in ferro; qualche cava e stabilimento per la cottura della calce. Fiorente, invece, era l'industria del legname e del carbone. Sin dal 1822, infatti, sulla sponda destra del Frido, in località Mezzana, vi era una segheria idraulica per la lavorazione del legno. Dal 1930 al 1933 a San Severino (contrada Olmo) funzionava una segheria impiantata per iniziativa dei fratelli Colucci di Roma. Tronchi ultra secolari di faggi e di abeti venivano portati dalle montagne nelle segherie per essere lavorati.
San Severino fu interessato dal fenomeno del brigantaggio e da una massiccia emigrazione transoceanica datata 1880 - 1905. Parecchi paesani se ne andarono in America in cerca di fortuna e là si sistemarono definitivamente.

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