Cautano

Campania
Cautano(BN)
IL BORGO DELLA PATATA INTERRATA!
Campania
Cautano(BN)
IL BORGO DELLA PATATA INTERRATA!
L'etimologia del nome di Cautano, risalirebbe - secondo alcuni studiosi - al periodo tardo-sannitico, e precisamente ai profughi di Caudium, capitale dell'antico Sannio distrutto durante la guerra sannitica, che si stanziarono nell'area dando origine al borgo; secondo questa ipotesi, quindi, "Cautano" deriverebbe da "Caudium" (poi "Caudini" o "Caudani").
Il territorio di Cautano era originariamente abitato da contadini che vivevano sui poderi, in un contesto dove si coltivavano principalmente grano, vite, olivo. Verso la montagna, si svolgevano lavori quali il taglialegna, il boscaiolo, e il carbonaio.
Tracce di insediamenti umani di epoca preistorica sono state rinvenute nel territorio, a dismostrazione del fatto che la zona fu abitata presumibilmente a partire dal VII secolo a.C., da tribù Osche dell'Italia centrale, poi inglobate dai Sanniti durante le famose "Primavere Sacre". I Sanniti si batterono militarmente varie volte contro l'Impero romano per frenare le sue mire espansionistiche, lasciando impressa nella memoria storica la sconfitta e l'umiliazione inflitta ai Romani nel corso della battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.), durante la seconda guerra sannitica. Vari studiosi ipotizzano che la piana di Prata, situata tra Frasso Telesino e Cautano, fosse proprio l'ingresso delle Forche Caudine.
Con la terza guerra sannitica, però, il territorio passò sotto il dominio romano, seguendo le sorti dell'Impero nonché le diverse distruzioni causate dai terremoti, che comportarono la nascita dei piccoli centri della valle di Tocco.
A partire dal 500, i vandali giunsero nei centri dell'intero Taburno dove costituirono il Ducato di Benevento.
Dal 1100, con la nascita del Regno delle Due Sicilie , la Valle di Tocco fu annessa al Giustiziorato del Principato Ultra e solo per brevissimi e isolati periodi fece parte dello Stato Pontificio.
Sotto gli Angioini, il feudo fu ceduto a Roberto di Ravello; successivamente appartenne ai Della Ratta, ai Carafa e ai D'Avalos d'Aragona, ultimi feudatari fino all'abolizione della feudalità.
Con l'Unità d'Italia nel 1861, Cautano divenne Comune autonomo.
Il Massiccio del Taburno ha una caratteristica morfologia, somigliante ad una donna sdraiata, che gli ha conferito l'appellativo di "Dormiente del Sannio".
Tra i borghi di Cautano e Vitulano, si possono scorgere vari affioramenti di brecce calcaree policrome, di calcari sbrecciati e di alabastri calcarei, noti come i "Marmi di Vitulano". Sfruttate fin dall'antichità, solo nella seconda metà dell'Ottocento si fece delle sei cave esistenti un utilizzo più razionale. I marmi di Vitulano, famosi in tutto il mondo, furono utilizzati dal Vanvitelli in numerosi suoi lavori, tra i quali le maestose scale della Reggia di Caserta, di Napoli e di Portici. Verso la fine del XIX secolo, furono esportati anche in Francia, in Nord America, in Inghilterra e in Australia. Furono inoltre usati in Russia, per rivestire le Guglie del Cremlino nel 1922.
Cautano vanta una ricca produzione di eccellenze D.O.C. come l'olio, il vino Aglianico del Taburno e la Falangina.
Durante le varie manifestazioni che si svolgono nel borgo, si possono degustare gli ottimi piatti della tradizione locale, come la pasta fatta in casa al ragù di carciofi o condita con ceci e formaggi.
Nel borgo è stato realizzato un monumento in onore di Simonetta Lamberti, una bambina uccisa accidentalmente nel 1982, durante uno scontro a fuoco che aveva per obiettivo suo padre Magistrato. Il crimine fu il primo di una lunga serie che negli anni '80 coinvolse vittime innocenti nella lotta alla criminalità organizzata.
A Cacciano, frazione del borgo, da non perdere uno splendido Lavatoio dell'Ottocento.