Chiauci

Chiauci (IS)
LA CHIAVE DEL SANNIO PENTRO (CLAVIS PENTRORUM)!
Chiauci (IS)
LA CHIAVE DEL SANNIO PENTRO (CLAVIS PENTRORUM)!
Originariamente il nome del borgo era "Clàvicia", nome che nei secoli cambiò in "Chiavico", "Clauce", fino a quello odierno. Una delle ipotesi è che il nome originario derivi dalla clava, simbolo della forza, o della dea putente e purificatrice Cloacina creata dal decreto di Tito Tazio, il Re sabino di Roma.
Lo stemma del Comune di Chiauci - due chiavi maschie incrociate caricate di un'aquila - pare volesse attestare invece che per Chiauci non si tratti né di clava né della dea Cloacina, ma delle simboliche chiavi della Santa Sede, pur non essendo stato mai feudo della medesima.
C'è chi è convinto, invece, che Clauce possa ricordare l'antica Cluvia, situata secondo Livio a 20 miglia da Cominio; ma dove fosse situata Cominio è un mistero che nessuno storico ad oggi è riuscito a risolvere.
Chiauci è un borgo di origine feudale che aveva come feudatario un esponente della famiglia del conte di Molise, il barone Oderisio de Rigo Nigro. Questi lo ebbe in feudo fino alla prima metà del 1200, quando arrivarono gli Svevi e Tommaso de Rigo Neigro, tra i baroni della "Terra di Lavoro", prese dei prigionieri lombardi.
Dal 1269, all'epoca di Carlo I d'Angiò, il feudo passò alla famiglia Bucca, cadetti del governo di Napoli. Successivamente lo tennero i Del Bosco, i Montavano, i Ferrante de Capua. Le figlie di quest'ultimo, nel 1500, lo cedettero ai Sanfelice di Bagnoli del Trigno. All'epoca del viceré spagnolo Pietro da Toledo, Chiauci fu data ai Greco di Montenero, acquistata poi dai Petra di Caccavone e Vastogirardi nel 1626, passò quindi ai Capuano, ai De Mari e ai Gambadoro.
Prima di divenire Comune autonomo nel 1811, Chiauci apparteneva al distretto di Isernia, governato da Frosolone, ed era una frazione di Civitanova del Sannio. Tuttavia, dal 1927 al 1935, divenne nuovamente frazione, stavolta di Pescolanciano. Con il nuovo governo repubblicano passò alla provincia di Campobasso. Dal 1970 è di nuovo parte della provincia di Isernia, ed ospita uno dei principali bacini idrici per il rifornimento dell'acqua regionale.
Il piccolo Comune ha basato la sua storia sull'agricoltura e sulla pastorizia.

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