Grana

Grana (AT)
BORGO DI OTTIMI VINI!
Grana (AT)
BORGO DI OTTIMI VINI!
Le prime testimonianze del borgo risalgono all'epoca romana e documentano la presenza del villaggio di Penano dove sorgeva la pieve di Santa Maria di Grana. La presenza della pieve sottolinea l'importanza della località e il suo castello oggi scomparso. Il villaggio sorgeva presso la strada che da Montemagno conduce a Calliano per sfociare sull'arteria Asti-Rigomago (Trino vecchio). Sorto presso la strada romana poi via medioevale, non poteva mancare a Grana un ospedale o xenodochio per la sosta dei pellegrini.
In età romana la regione faceva parte della Gallia Cisalpina. Gli studiosi italiani indicano nella voce preromana Krana l'origine del nome e del suo torrente, con valore di crepaccio, fessura, valle profonda e incassata. In quel periodo, sul territorio di Grana, troviamo i toponimi Periano, Asigliano, Stroppiana. Monte Albano desunti dai rispettivi personali romani Pirius, Asellius, Stirpius, Albus.
Con l'inizio del Medioevo, le popolazioni abbandonarono questi centri per rifugiarsi sul colle dove sorse la villa di Grana. Contemporaneamente nacquero altri insediamenti: il burgum novum e il casale. II primo sembrerebbe collegato ai Burgi speculatores, ovvero ai fortilizi di avvistamento che annunciavano eventuali nemici; il casale, invece, sembrerebbe collegato con la voce brayda - fattoria agricola con annessi tenimenti - alla presenza di invasori langobardi.
Grana fu parte dei possedimenti del Marchesato del Monferrato. Il Marchesato di Grana si costituì nel 1164; in quel periodo l'imperatore Federico Barbarossa assegnò il feudo di Grana a Guglielmo "il Vecchio", settimo marchese del Monferrato.
Il feudo passò poi ai Gonzaga di Mantova nel 1559 e, nel 1589, Vincenzo I Gonzaga elevò il feudo a marchesato assegnandolo alla sua amante Agnese Argotta, che sposò il nobile Prospero Del Carretto. Per oltre un secolo appartenne alla famiglia Del Carretto. Agli inizi del Settecento, il feudo passò a Maria Enrichetta Del Carretto (1671-1744), figlia di Ottone Enrico Del Carretto, sposata a Filippo Carlo, duca d'Arenberg. Nel 1755 passò al duca di Aarschot, Carlo Maria Raimondo d'Arenberg. Il feudo di Grana nel 1780 venne assegnato, con il titolo di conte, ad Amedeo Messier.

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