Muggia

Friuli-Venezia Giulia
Muggia(TS)
IL BORGO DEL CARNEVALE SENZA MASCHERE!
Friuli-Venezia Giulia
Muggia(TS)
IL BORGO DEL CARNEVALE SENZA MASCHERE!
Il primo insediamento umano del territorio muggesano fu un villaggio fortificato o "castelliere", che sorse nell'attuale zona di Muggia Vecchia tra l'VIII e il VI sec. a.C.
I romani, dopo la fondazione di Aquileia (181 a.C.) e la progressiva conquista del territorio friulano e dell'Istria, con le campagne condotte tra il 178 e il 177 a.C., posero un accampamento in posizione difensiva su uno dei colli di Muggia, il "Castrum Muglae," per proteggere le proprie colonie dalle incursioni degli Istri.
Nei secoli successivi alla Caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.), a Muggia si succedettero le dominazioni dei Goti, dei Longobardi, dei Bizantini e dei Franchi, finché nel 931 i re d'Italia Ugo e Lotario non la donarono al Patriarca di Aquileia.
Nel 1420, dopo aver subito attacchi da parte dei Genovesi, Muggia scelse di annettersi alla Repubblica di Venezia.
Fino alla fine del Quattrocento, la zona abitata di Muggia corrispondeva all'attuale borgo medievale di Muggia Vecchia, che andò progressivamente spopolandosi in seguito al trasferimento dei propri abitanti in prossimità del mare, in zona "Borgolauro", sede dell'attuale centro cittadino.
Dopo più di tre secoli di dominio veneziano (1420 - 1797) e quasi un decennio di dominio napoleonico (1805 - 1814), Muggia passò sotto il dominio austriaco e, a partire dal XIX secolo, sviluppò un'importante industria cantieristica navale, che trasformò profondamente il tessuto socio-economico di questo borgo marittimo, fino ad allora dedito alla pesca. All'inizio del '900, con l'apertura del Cantiere di S. Rocco e del vicino Cantiere di S.Marco a Trieste, Muggia si affermò in via definitiva come centro operaio e proletario.
Al termine della Prima guerra mondiale, i relativi trattati di pace sancirono la fine del dominio asburgico su Muggia, che nel 1918 passò al Regno d'Italia insieme all'intera Venezia-Giulia.
Durante la Seconda guerra mondiale, Muggia si distinse quale uno dei principali comuni della Resistenza istro-veneta e, in virtù del proprio tessuto sociale proletario e anti-fascista, fu uno dei luoghi di riferimento per i partigiani durante la Guerra di Liberazione dai nazi-fascisti. Per questo motivo, il borgo è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare.
Il trattato di pace di Parigi del 1947 decretò l'inclusione di Muggia nel Territorio Libero della zona A di Trieste. Successivamente, con le spartizioni territoriali stabilite dal memorandum di Londra del 1954, un terzo del territorio di Muggia passò alla Jugoslavia e i 2700 residenti dei territori ceduti allo stato limitrofo decisero di trasferirsi nelle zone muggesane rimaste italiane.
Con il Trattato di Osimo (1975), venne confermato lo stato di fatto della separazione territoriale che si venne a creare nel Territorio libero di Trieste fra la zona A - di pertinenza italiana - e la zona B - amministrata dalla Jugoslavia - a seguito del Memorandum di Londra, rendendo definitive le frontiere fra l'Italia e l'ex Jugoslavia.
Nel 2007, con l'ingresso della Slovenia nello spazio Schengen, la frontiera che separava Muggia dal resto dell'Istria è stata abolita e, grazie a numerosi progetti europei di collaborazione transfrontaliera, il borgo è un attivo fautore e beneficiario di scambi interculturali e commerciali, nonché una rinomata meta turistica.
A Muggia è esistito un dialetto, il "muglisano", che si è estinto alla fine dell'Ottocento. Si trattava di una parlata ladina simile al dialetto friulano, la quale ha convissuto con il dialetto muggesano tuttora parlato e di derivazione istro-veneta. Fu l’abate Jacopo Cavalli, nel 1889, a raccogliere le ultime testimonianze del muglisano.
Muggia, borgo di confine tra l’Italia e la Slovenia, fa parte dei comuni del Friuli-Venezia Giulia in cui vige la tutela della comunità slovena, parte integrante dell'intera comunità muggesana.
Muggia è simbolo della Resistenza partigiana. Alma Vivoda, la prima partigiana caduta durante la guerra di Resistenza, insieme al marito e al padre gestiva a Muggia la trattoria "La Tappa", un vero e proprio quartier generale per i militanti muggesani della zona di Trieste e dell’Istria. La trattoria fu chiusa nel 1940 e Alma divenne oggetto di persecuzione da parte dei nazi-fascisti fino alla sua morte, avvenuta nel 1943. A lei è intitolato il Circolo di Cultura popolare di Santa Barbara di Muggia.
Originari di Muggia erano anche i politici e partigiani Luigi Frausin e Natale Colarich, entrambi giustiziati dai nazi-fascisti e insigniti della medaglia d’oro al valor militare.
Il silenzio dell'acqua (2020) — Il borgo immaginario di "Castel Marciano", che fa da sfondo alle vicende della fiction "Il silenzio dell'acqua" (2020) diretta da Pier Belloni, è stato ricreato a partire da scene e panoramiche girate a Duino e Muggia. Numerose riprese sono state condotte presso il porticciolo di Muggia (Mandracchio), la Basilica di S. Barbara e il Palazzo Comunale. Attori protagonisti: Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti.