Mussomeli

Sicilia
Mussomeli(CL)
IL BORGO DEI CHIARAMONTE
Sicilia
Mussomeli(CL)
IL BORGO DEI CHIARAMONTE
La nascita del borgo sembrerebbe legata all'arrivo degli Arabi in Sicilia. Il suo nome deriverebbe infatti dall'arabo "Kalà Abet el Mumin", ovvero "Rocca di Abet el Mumin". Altri studiosi ritengono invece che Mussomeli derivi da Musso da Menzil (albergo) o Meli da Malek, un emiro arabo. Antichi storici collegano invece Mussomeli alla parola latina Mons Mellis, monte di miele, poiché secondo la tradizione chi vi costruì la prima casa trovò degli alveari e, assaggiando il miele, si imbrattò il muso; così il paese prese il nome da "Mussu di meli" e non a caso lo stemma di Mussomeli rappresenta tre torri attorno alle quali volano delle api.
In realtà, le numerose zone archeologiche nei pressi del borgo, fanno supporre che il territorio di Mussomeli sia stato abitato fin dall'epoca preellenica, prima del 1500 a.C., dai Sicani e dai Siculi, attratti dalla sicurezza strategica, data dalla conformazione del territorio, nonché dalla fertilità della terra.
Qualche migliaio di anni dopo, anche i Romani scelsero queste terre poiché durante le guerre fungevano da raccordo tra il centro Sicilia e le coste.
Il primo documento ufficiale che cita per la prima volta la terra di Mussomeli è un Diploma del Re Martino del 4 aprile 1392, con il quale il feudo veniva assegnato a Raimondo Guglielmo Moncada, come ricompensa dei servigi resi al Sovrano.
Con l'affermarsi del feudalesimo, il territorio di Mussomeli venne incorporato nella signoria di Castronovo. Fra il 1364 e il 1367 Manfredi III di Chiaramonte ottenne dal Re Federico, con regolare privilegio, la signoria di Castronovo, e quindi anche Mussomeli. Manfredi III, divenuto signore di Mussomeli, iniziò Ia costruzione del castello e ampliò il borgo vicino, favorendo l'espansione del primitivo nucleo di abitazioni. La terra venne allora chiamata Manfreda, in onore del suo signore che l'aveva resa più importante.
Alla morte di Manfredi il vastissimo patrimonio della famiglia Chiaramonte passò ad Andrea, suo cugino erroneamente creduto figlio di Manfredi che però non ebbe figli maschi. Andrea organizzò una riunione con i baroni siciliani contro il Re e la Regina, ma al loro arrivo in Sicilia Andrea Chiaramonte fu il solo a non piegarsi e venne imprigionato con uno stratagemma e condannato a morte.
Il castello di Mussomeli, confiscato ai Chiaramonte, fu posseduto da vari casati nobiliari: Moncada, de Prades, Castellar, Perapertusa, Ventimiglia e Campo.
Nel 1549, con l'arrivo di Don Cesare Lanza che si impossessò del Castello e del feudo di Mussomeli, iniziò una dinastia lunga oltre 4 secoli, fino al 1812, anno in cui il Parlamento Siciliano gettava le basi della nuova costituzione, con la quale veniva stabilita l'abolizione della feudalità.
Anche Mussomeli partecipò all'epopea risorgimentale, prendendo parte ai moti del 1820 e del 1848, e dando un contributo nel 1860 al moto garibaldino che liberò la Sicilia dalla dominazione borbonica.
Mussomeli, come tanti borghi dell'entroterra, soffre di spopolamento. Alcuni collaboratori dello stilista Ungaro hanno comprato casa a Mussomeli in seguito al progetto "Case a 1 euro", lanciato nel 2019 dall'amministrazione per cercare di invertire la tendenza.
A Mussomeli vi è una cospicua produzione di grano, olio e vino, nonché la lavorazione di vari prodotti caseari, grazie al rilevante allevamento di bovini ed ovini.
Buona parte del romanzo gotico "Rex tremendae maiestatis", scritto da Valerio Evangelisti, è ambientata nella Mussomeli del 1300 e nel suo maestoso Castello.
Numerose testimonianze archeologiche della preistoria di Mussomeli si trovano nella grotta di Chelli, una misteriosa caverna con finestre e veduta panoramica, oggi quasi inglobata nel centro cittadino.
Tante altre caverne e gallerie si incrociano nel territorio, per decine di chilometri, in una sequenza di anfratti e cunicoli a forno, antichissime tombe scavate nella roccia. Ne è un esempio la montagna di Polizzello, a circa 10 km da Mussomeli, dove i buchi neri si succedono irregolarmente a tutte le altezze. Altre grotte e cunicoli si ritrovano a Raffe, poco lontano. Polizzello e Raffe sono le due aree archeologiche più ricche di testimonianze del periodo che va dall'età del bronzo fino a quella bizantina.
Nel 2004, durante alcuni scavi archeologici, è stato rinvenuto un elmo di straordinaria fattura che ha dato ragione di credere che alcuni popoli dell'Isola di Creta si siano stanziati non soltanto nell'area centro-meridionale della Sicilia, ma si siano spinti, appunto, anche a Polizzello.
La baronessa di Carini (2007) — Alcune scene della fiction Rai "La baronessa di Carini" (2007), diretta da Umberto Marino, sono ambientate nel Castello di Mussomeli. Attori protagonisti: Luca Argentero e Vittoria Puccini.