Nemi

Nemi (RM)
IL BORGO DELLE FRAGOLE E DEI FIORI!
Nemi (RM)
IL BORGO DELLE FRAGOLE E DEI FIORI!
L'etimologia del toponimo di Nemi sarebbe legata al termine latino nemus, che significa "bosco".
Il territorio nemese apparteneva originariamente ad Aricia, ed ospitava il celebre Santuario di Diana Aricina o Nemorense, specchiato sul Lago. Frequentato fin dagli inizi del V secolo, in età romana il tempio di Diana veniva utilizzato come santuario federale dove avvenivano le alleanze.
Intorno al IX secolo la potente famiglia dei Conti di Tuscolo si impossessò del territorio di Nemi e vi edificò il Castello, fortificandolo al punto tale da attirare attorno a sè la popolazione di contadini e pescatori che viveva nella valle del lago, dando origine alla zona più antica di Nemi oggi nota come "Pullarella".
Il possesso del Castello passò nel 1090 ai Frangipane; nel 1153 ai monaci cistercensi dell'abbazia delle Tre Fontane sulla via Laurentina, per volere di papa Anastasio IV; agli Orsini per volere dell'antipapa Clemente VII durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417); agli Annibaldi nel 1400; ai Colonna nel 1428; al cardinale Guillaume d'Estouteville; ai Borgia; poi di nuovo ai Colonna. Verso la metà del Cinquecento, i passaggi di proprietà divennero ancora più intesi: nel 1550 dai Colonna il feudo passò a Giuliano Cesarini, che a sua volta nel 1559 lo vendette nuovamente a Marcantonio II Colonna che un anno dopo lo vendette a Silverio de Silveriis Piccolomini. Nel 1566 divenne di proprietà di Francesco Cenci e dal 1572 passò ai Frangipane, il cui ultimo esponente nel 1781 lo vendette a Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI.
Durante il fascismo, il Partito Popolare Italiano di Nemi contrastò il fascio locale che non decollò, soprattutto a causa delle divisioni interne tra i fascisti nemesi stessi, provenienti da diversi partiti.
La seconda guerra mondiale colpì Nemi marginalmente; l'unico episodio rimasto nella memoria - attribuito all'esercito tedesco in ritirata - fu con l'incendio doloso al Museo delle Navi Romane nel 1944, che distrusse completamente i resti delle due navi.

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