Pomaretto

Pomaretto (TO)
IL BORGO DEL VOLO DEL DAHU E DEL VINO RAMìE!
Pomaretto (TO)
IL BORGO DEL VOLO DEL DAHU E DEL VINO RAMìE!
Il Comune fu istituito nel 1630 allorché il versante sinistro della valle diventò francese, e successivamente si unificò con quello di Perosa nel periodo dal 1928 al 1956. Sulla Punta Ceresa (m 1267) così chiamata per la presenza, lungo i suoi pendii, di piante di ciliegio selvatico. Sulla sommità una roccia, reca ancora scolpiti la croce sabauda ed il giglio di Francia.
Fino ai primi decenni del XX sec. il territorio era infatti un'appendice di Perosa, in gran parte sfruttato dai valligiani che vi possedevano piccoli ricoveri (chabot), utilizzati per coltivare i vigneti. Poi il borgo è cresciuto rapidamente con l'avvento delle industrie tessili.
Molte delle sue vicende storiche sono legate alla storia dei Valdesi, che qui fondarono importanti opere quali l'Ospedale valdese, la Suola Latina e il Convitto Valdese, che attualmente ospita l'Esposizione permanente Antichi Mestieri, una singolare collezione di modellini di legno scolpiti da Carlo Ferrero e vestiti dalla moglie Enrichetta, i quali riproducono i mestieri legati alle attività della valle. Tra gli edifici più rimarchevoli ricordiamo quello più antico, la Parrocchiale di S. Nicolao, ed il Tempio valdese situati in un bel pianoro solitario a cui fanno da corona le montagne.
Il Comune è circondato da colline poste a mezzogiorno coltivate a vigneti, da cui si ricava il rinomato e ricercato Ramìe, un vino rosso intenso e di buona gradazione alcolica, oggi a denominazione di origine controllata Pinerolese Ramìe. Altro prodotto tipico del luogo è il Barathier, un elisir inventato nel 1905 da Giacomo Bernard, che lo aveva ricavato dall'infusione in acqua ed alcool di sette varietà di piante.
Va infine ricordato che nell'800 nelle zone di Masselli e Clot Boulard, sulla destra del Germanasca, furono aperte alcune miniere di grafite che ebbero un discreto sviluppo. Di notevole interesse storico la "Rocca Pertusa". In epoca probabilmente anteriore alla scoperta degli esplosivi, per poter derivare l'acqua dal Chisone, venne scavata per circa 40 m una "bealera" nella roccia ed aperto un varco di circa 8 m nella roccia stessa.
Il Comune è gemellato dal 1998 con Mirabel et Blacons, una cittadina della Drôme.

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