Rive

Rive (VC)
L BORGO DEL RISO!
Rive (VC)
L BORGO DEL RISO!
L'etimologia del toponimo "Rive" deriverebbe - secondo alcuni studiosi - dal vocabolo latino ripae, che si riferisce ad un estremo lembo di terra bagnato dalle acque di fiumi o torrenti. Un illustre storico locale ritiene invece che il nome "Rive" sia da ricondursi al fatto di essere situato alla fine di una "Ripa" o "Costa". Entrambe le ipotesi sono conciliabili.
Le prime fonti scritte che documentano l'esistenza del paese risalgono al 1268, quando il Comune di Vercelli, dominato dai Guelfi, era in lotta contro i Ghibellini che detenevano detentori due importanti roccaforti: il Castello di Rive e quello di Balzola, ambedue ai confini con il borgo di Casale.
Il capo dei Ghibellini vercellesi, Riccardo Tizzoni, dopo essere riuscito ad entrare in possesso di Vercelli e del suo distretto, donò la signoria a suo cognato Azzone Visconti (1335). Il territorio di Rive fu così uno dei primi a passare sotto i Visconti.
Il territorio rimase successivamente fortemente danneggiato da un incendio che ne determinò la distruzione per quasi due terzi; solo grazie all'esenzione di metà dell'estimo dei focaggi per cinque anni si riuscì a scongiurare l'abbandono del borgo.
Fu nel 1427 che Rive, insieme al distretto di Vercelli, passò sotto il dominio sabaudo.
Nle Seicento, il Castello di Rive aveva ormai perso la sua importanza militare, nonostante venisse utilizzato per alloggiare le truppe durante le continue lotte tra Ducato di Savoia, Francia e Spagna.
Ulteriori danni al territorio furono causati dall'assedio degli Spagnoli a Vercelli, nel 1638, che dominarono il territorio per ben 21 anni, con gravi conseguneze per Rive la cui popolazione si ridusse drasticamente. Non solo: nel 1704, le truppe francesi del Vendome provocarono altri scempi a Rive e al suo Castello.
I primi dell'Ottocento, il Castello di Rive fu acquistato dai conti Beria d'Argentine, in seguito al suo abbandono da parte della contessa Paola Tizzoni, figlia di Giuseppe Amedeo e moglie di Gerolamo Scarampi, che si spostò nel Castello di Camino, di proprietà degli Scarampi.
Con la realizzazione della ferrovia che unisce Vercelli a Casale e a Valenza, passando per Rive, nella seconda metà dell'Ottocento il borgo visse un periodo fiorente di sviluppo socio-economico. La ferrovia si rivelò determinante per l'esito della Battaglia di Palestro, durante la seconda guerra di indipendenza.
Il successivo potenziamento della rete idrica e la possibilità di immersione cambiò totalmente le coltivazioni tradizionali.
I fenomeni migratori nazionali dei primi del Novecento, coinvolsero anche la comunità di Rive, che visse un aumento del tenore di vita della popolazione con conseguente ampliamento urbano fino ai conflitti mondiali che provocarono nuovamente un decremento della popolazione giunta nel 1991 a soli 385 abitanti.

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