Rivello

Rivello (PZ)
IL BORGO PRESEPE NELLA VALLE DEL NOCE!
Rivello (PZ)
IL BORGO PRESEPE NELLA VALLE DEL NOCE!
Le origini di Rivello sono un misto di leggenda e realtà. Il primo nucleo abitativo fa riferimento a Serra "La Città", un insediamento esistente già nella seconda metà del VI secolo a.C. Esso era caratterizzato da una società prevalentemente agricolo-pastorale che produceva vasellame per uso domestico e per i corredi funerari delle tombe della necropoli. Questo dopo circa trecento anni scomparve e non avendo fonti a disposizione per la ricostruzione storica, se ne individuarono le cause in un'invasione di formiche giganti. Trascorsero molti anni e l'attuale nucleo urbano comparve nel VI secolo ad opera dei Longobardi del Ducato di Benevento, sotto Arechi, mentre regnava Agilulfo IV. Sulla sommità del colle chiamato Motta, venne edificata da questi una roccaforte tra le più avanzate del ducato stesso. Il nome di Rivello deriva probabilmente da quello dell'antica Velia, città situata sul mar Tirreno, che fu distrutta dai Saraceni e i cui abitanti trovarono rifugio presso le popolazioni del colle. Dai profughi Rivello prese il suo nome. "Revelia", nuova Velia, è un'iscrizione incisa su una pietra collocata sulla porta della chiesa madre del paese. Nell'XI secolo molte famiglie greche, fra cui numerosi sacerdoti, giunsero nella diocesi di Policastro. Erano Bizantini che provenivano dalla Calabria e dalla Puglia dove si erano rifugiati a seguito delle persecuzioni dell'imperatore d'Oriente, Leone Isaurico, che proibiva le immagini sacre. Molti di essi decisero di stabilirsi a Rivello. I Greci si insediarono prevalentemente sul terzo colle del paese, chiamato Poggio, dando vita ad una comunità di rito greco-bizantino. A testimonianza di tale presenza restano le denominazioni di alcuni luoghi: Porta dei Greci, Fonte dei Greci, Piazza dei Greci. Vi sono molte chiese intitolate a Santi venerati dai Bizantini come San Giovanni e Santa Barbara. Il centro storico del paese, di impianto medievale, a partire dal crinale del colle Motta, si estende alla Serra e al Poggio. Pertanto i Longobardi praticarono il culto latino nella chiesa di S. Nicola, mentre i Bizantini quello greco nella chiesa di S. Maria del Poggio. Rivello fu uno dei primi comuni a diventare demaniale riscattando la propria liberta' dai feudatari per ben due volte. Infatti alla fine del XVI sec. il paese era divenuto citta' libera, dietro il pagamento di 13000 ducati. Nel 1641 la "terra di Rivello" fu rivenduta ad un nuovo feudatario. I suoi abitanti, pero', volevano riacquistare la propria indipendenza e vi riuscirono nel 1719, dietro il pagamento di 55000 ducati più quattro cantara (circa 300 chilogrammi) di soppressate a Don Oronzo Pinelli Ravaschieri. Tutto ciò risulta dal contratto di vendita conservato presso l'archivio comunale denominato "Restituta Libertas". Questi fatti sono testimonianza viva e concreta dell'operosita' degli abitanti del paese, una caratteristica che dimostrano tutt'oggi.

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