Roccafiorita

Sicilia
Roccafiorita(ME)
IL BORGO PIU' PICCOLO DELLA SICILIA
Sicilia
Roccafiorita(ME)
IL BORGO PIU' PICCOLO DELLA SICILIA
Le origini del borgo di Roccafiorita sono antichissime. Le prime tracce di presenza umana risalirebbero al Neolitico, la civilizzazione ai Fenici e ai Greci.
Le prime tracce di urbanizzazione, tuttavia, risalirebbero all'epoca romana. Alcuni sturiosi ritengono che la fondazione sia avvenuta nel 36 a.C., quando vi giunsero le genti di Taormina che si erano ribellate ai Romani durante le Guerre Civili del I secolo a.C. Secondo altri, invece, il primo nucleo di Roccafiorita sarebbe stato fondato dalla vicina Phoinix, centro di origine fenicia, che proprio nel 36 a.C. ospitò l'esercito di Sesto Pompeo in guerra contro Ottaviano Augusto.
Nel Medioevo, il territorio attaversò le vicende storiche della Sicilia, con la conquista degli Arabi prima e dei Normanni poi.
La fondazione dell'attuale Roccaflorida, termine latino con cui la chiama Vito Amico nel Dizionario Topografico della Sicilia, edito nel 1850, secondo lo storico risalirebbe al XVII secolo.
Il primo principe di Roccafiorita fu Pietro Balsamo, già marchese di Limina, nominato nel 1614 per privilegio di Filippo III di Spagna. Gli succedette Pietro Bonanno, seguito da Filippo e poi da Francesco Bonanno, probabilmente il più celebre tra i principi di Roccafiorita: con lui infatti il comune crebbe in prestigio ed incorporò anche il Marchesato di Limina. Francesco Bonanno fu deputato del Regno nel 1707, e fondatore del Seminario dei Nobili di Palermo e del Generale Albergo dei Poveri. Alla sua morte gli succedette il figlio Giuseppe Bonanno Filangeri, che portò al massimo splendore la Terra di Roccafiorita e fu nominato Ambasciatore del Regno delle Due Sicilie presso la Corte di Spagna. L'ultimo principe di Roccafiorita fu Ugo Spoleti Bonanno. Il forte desiderio autonomista di Francesco e dei sui discendenti riuscì a preservare l'indipendenza del comune fino al periodo fascista, quando venne di forza aggregato al vicino comune di Mongiuffi- Melia. Fu un periodo di sofferenza per i cittadini, abituati a libertà ed indipendenza.
Finalmente, dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1947 il paese ottenne l'Autonomia. A perenne custodia della memoria e della storia, la piazza principale si chiama "Piazza Autonomia" e la via principale è Via Francesco Bonanno, la via del Principe, dell' indomito difensore dell'autonomia del suo piccolo ma splendente Principato.
La prima parte del nome del borgo, "Rocca", ricorderebbe l'antico Castello principesco di cui purtroppo non rimangono tracce.
L'edicola con l'icona della Madonna dell'Aiuto, incastonata nelle mura della vecchia Casa dell'Arciprete, è l'iniziativa dalla quale ha origine l'incredibile storia del culto della Vergine a Roccafiorita.
Poco distante dal Santuario della Madonna dell'Aiuto, vi è un sentiero della Via Crucis che culmina con la statua del Cristo risorto.
Sul Monte Kalfa si trova la cosiddetta Fossa della neve, una cavità scavata nel monte e rivestita di pietrame a secco, usata un tempo per raccogliere e conservare la neve caduta in inverno, da vendere in estate per necessità di refrigerazione o per la preparazione di granite e gelati; una tradizione documentata in Sicilia fin dall'XI secolo.
La Grotta Storica è un kenyon naturale, scavato tra le rocce calcareee, raggiungibile mediante una scalinata. Al suo interno è custodita un'icona della Madonna dell'Aiuto.
Il Monte Kalfa, situato a 1000 m di altitudine, è una delle principali attrazioni turistiche della zona: Qui si organizzano escursioni a piedi e a cavallo, gare podistiche e di mountan bike.
Tradizione tipica del borgo durante le feste paesane è la cottura della carne al forno su un letto di tegole. La carne, di castrato o di pecora, viene fatta cuocere anche per 3/4 ore.
Nel 1961, il borgo contava quasi 450 abitanti. La massiccia emigrazione della seconda metà del Novecento ha portato allo spopolamento, e alla crisi delle attività economiche di montagna di questo borgo a vocazione agricola e pastorale fin dai tempi dei Fenici. Oggi, la sua principale risorsa economica è il turismo, grazie alle bellezze artistiche e naturalistiche che il borgo vanta.