San Marco Argentano

San Marco Argentano (CS)
IL BORGO DEL GUISCARDO!
San Marco Argentano (CS)
IL BORGO DEL GUISCARDO!
Le origini del borgo di San Marco Argentano risalgono a tempi antichissimi. Tutta l'area circostante fu abitata dall'uomo fin dai tempi del Neolitico, come attestano numerosi ritrovamenti.
Secondo la tradizione, sarebbero stati i Sibariti — sfuggiti alla distruzione della potente polis magno-greca — a fondare il primo vero abitato, lungo una delle vie istmiche abitualmente frequentate per il commercio. In epoca successiva, Tito Livio lo identifica con la città di Argentanum (Ab Urbe Condita, XXX 19, 10), che assieme ad altri importanti centri bruzi si unisce ai Romani nella battaglia contro Annibale: importanti reperti, che testimoniano gli insediamenti dell'epoca, sono oggi conservati presso il Museo della Sibaritide.
Sarà però l'arrivo dei Normanni a segnare indelebilmente il borgo e il suo territorio: poco dopo l'anno 1000 Roberto di Hauteville, detto il Guiscardo, si insedia nel territorio, rafforzando la rocca (dove gli abitanti del luogo avevano già iniziato a trasferirsi, per sfuggire alle incursioni saracene) e avviando da questi luoghi le operazioni di conquista di tutto il Sud Italia. Ripopolata, fortificata e resa in pratica una piccola "capitale" dal Guiscardo (che qui ebbe anche il suo primogenito Boemondo, principe di Antiochia), San Marco Argentano ha conservato per secoli il suo ruolo strategico. Una centralità affermata anche sul piano religioso, per la presenza — fin dai tempi del Duca normanno — della sede vescovile e di importanti abbazie e conventi, di cui restano testimonianze quali l'Abbazia di Santa Maria de La Matina (voluta e fatta costruire dalla seconda moglie del Guiscardo, Sikelgaita, sorta come benedettina e poi divenuta cistercense) e il duecentesco Convento de La Riforma (che nel 1429 accoglierà da novizio, tra le proprie mura, il giovanissimo Francesco di Paola, destinato ad illuminare la cristianità intera della sua santità), oltre alla magnifica Cripta sottostante alla Cattedrale, esempio unico e puro di architettura normanna giunto fino a noi. Dall'XI e fino al XVII secolo, famiglie potenti (tra cui i Sangineto e i Sanseverino) e praticamente tutte dalla discendenza normanna (tranne forse qualche parentesi in epoca sveva) si avvicendano nel possesso e dominio di San Marco Argentano, che si fregia oggi — a pieno titolo — dell'appellativo di "Città Normanna".

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