Sant'Andrea di Conza

Sant'Andrea di Conza (AV)
IL BORGO DELLA PIETRA, DELL'ACQUA E DELLA FEDE!
Sant'Andrea di Conza (AV)
IL BORGO DELLA PIETRA, DELL'ACQUA E DELLA FEDE!
Le prime notizie documentate sul borgo di Sant'Andrea di Conza risalgono al 1161, quando il Conte Gionata di Conza donò la chiesa e le terre intorno, insieme a tutti i suoi abitanti, alla Mensa arcivescovile di Conza, di cui Sant'Andrea divenne feudo.
Il centro feudale ha seguito la vicenda del territorio alternando la sua dipendenza da antiche famiglie feudali alla Chiesa di Conza. Dopo esser stato feudo della Mensa arcivescovile di Conza, passò alla famiglia Del Balzo nel XIV secolo, ai Gesualdo nel XV secolo e, sebbene in parte, le famiglie Ludovisi e Mirelli tra XVII e XVIII secolo. Nel 1560 passò alla "Regia Camera della Sommaria di Napoli" e poi nuovamente alla Mensa arcivescovile di cui ha seguito le vicende storiche e amministrative fino al 1806. Il Centro ha rivestito un ruolo religioso e culturale di rilievo nel circondario poiché fu scelto in seguito come residenza abituale estiva dagli arcivescovi montani, garzie alle migliori condizioni di vita rispetto alla vicina Conza; questi vi fecero edificare l'Episcopato di S. Andrea ed il Seminario.
Con il Rinascimento, Sant'Andrea di Conza si trasformò da Casale in vero e proprio Paese, sviluppandosi intorno alla Chiesa Madre, e registrando un notevole incremento della popolazione. Alla fine del Settecento, la terra di S. Andrea aveva un preciso assetto urbanistico, con le sue emergenze architettoniche, i suoi mulini ad acqua e le sue porte di accesso, tra cui quella tuttora esistente, denominata "porta della terra".
Con la venuta dei francesi e la costituzione della "Repubblica Partenopea", il paese fu inserito nel dipartimento dell'Ofanto con capitale Foggia, nel cantone di Pescopagano.
Nell'età della Restaurazione, dopo una fase di turbolenze sociali civili e politiche, S. Andrea visse una seconda rinascita, soprattutto per merito dell'arcivescovo Michele Arcangelo Lupoli (1818 - 1832).
Il paese ha vissuto anche il brigantaggio e le contrade furono lo scenario di scorribande e tentativi di ribellione di ogni sorta.
La storia di questo secolo è storia comune per tutti i paesi del sud, segnata dalle sue guerre, dalla crisi di lavoro, dall'emigrazione, dalle passioni politiche della giovane democrazia italiana.
S. Andrea ha conservato, comunque, le sue caratteristiche di comunità industriosa per la vitalità, l'ospitalità dei suoi abitanti, la laboriosità e la competenza dei suoi artigiani.

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