Centro di Documentazione Paleontologico a Scontrone

Centro di Documentazione Paleontologico

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Centro di Documentazione Paleontologico

💎Gemma nascosta🪨Sito Geologico

Scontrone (AQ)

Via Colle Rione

Il Centro di Documentazione Paleontologico di Scontrone racconta un eccezionale sito fossilifero di circa 10 milioni di anni fa. Espone fossili di Hoplitomeryx, tartarughe e coccodrilli, oltre a un diorama del paesaggio miocenico. Un sentiero di 800 metri conduce al giacimento, visitabile su prenotazione.

Lo sapevi?

Sul sito sono stati rinvenuti interessanti frammenti di mandibole e denti, tuttora in corso di studio, relativi ad un insettivoro gigante primitivo, chiamato Deinogalerix.

Cosa ti aspetta

Il Centro di Documentazione Paleontologico di Scontrone è dedicato all’importante sito fossilifero situato alle pendici del Monte Greco, a 1.180 metri di altitudine. Il giacimento, scoperto nel 1991, è stato dichiarato nel 1993 di particolare interesse scientifico e sottoposto alla tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Le ricerche hanno portato alla luce un’ingente quantità di ossa e denti di vertebrati terrestri, conservati nelle calcareniti e nelle marne del Tortoniano inferiore e risalenti a circa 10 milioni di anni fa.

Tra i reperti più importanti spiccano quelli appartenenti al genere Hoplitomeryx, un gruppo di artiodattili primitivi caratterizzato da un cranio dotato di numerose corna, robusti canini superiori e particolari saldature tra le ossa degli arti posteriori. L’eccezionale quantità di resti rinvenuti ha permesso di documentare diverse specie, tutte derivate da un comune ceppo progenitore, ma capaci di adattarsi a differenti condizioni ambientali.

Il sito ha restituito anche fossili di tartarughe palustri e coccodrilli, importanti testimonianze dell’antico ambiente di Scontrone. Questi ritrovamenti indicano la presenza, in passato, di acque dolci e salmastre e di un clima caldo-umido di tipo subtropicale. Tra i resti di tartaruga prevale il genere Mauremys, oggi estinto in Italia ma ancora presente nella Penisola Iberica, nei Balcani e in alcune aree extraeuropee. Particolarmente significativo è anche il ritrovamento di una mandibola di coccodrillo di origine africana, una presenza eccezionale in Europa, documentata soltanto in altri due siti miocenici, in Toscana e sul Gargano.

All’interno del museo, una postazione multimediale permette di approfondire la storia del giacimento e gli aspetti scientifici legati ai reperti, mentre un suggestivo diorama ricostruisce gli antichi ambienti del Miocene, offrendo una rappresentazione immersiva del paesaggio in cui vivevano questi animali milioni di anni fa.

L’esperienza può proseguire all’esterno del museo, lungo un sentiero geologico-ambientale di circa 800 metri che conduce verso il sito paleontologico. Lungo il percorso, pannelli didattici illustrano l’evoluzione del paesaggio naturale e le trasformazioni legate alla presenza dell’uomo nel territorio.

Durante la buona stagione, su prenotazione, è inoltre possibile visitare direttamente un settore del giacimento e osservare sul campo le tracce e i resti fossili che hanno reso Scontrone un luogo di particolare interesse per la paleontologia.

Lo sapevi?

Sul sito sono stati rinvenuti interessanti frammenti di mandibole e denti, tuttora in corso di studio, relativi ad un insettivoro gigante primitivo, chiamato Deinogalerix.

La bizzarra fauna rinvenuta a Scontrone è simile a quella del Gargano, in Puglia, a testimonianza che esisteva una terra emersa nell'Adriatico, fra Abruzzo e Puglia - più o meno dove oggi si trovano le Isole Tremiti -, rimasta isolata per oltre 4 milioni di anni dopo lo stanziamento dei colonizzatori provenienti dall'Europa centrale o dall'Asia.

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