Albagiara

Sardegna
Albagiara(OR)
IL BORGO DEI CAVALLINI DELLA GIARA!
Sardegna
Albagiara(OR)
IL BORGO DEI CAVALLINI DELLA GIARA!
L'antico nome del borgo di Albagiara è "Ollasta". Non si conoscono le sue origini nell'antichità, ma si pensa ad un'origine pre-romana per la presenza di numerosi nuraghi nel suo territorio.
Risalgono invece all'età romana, altri reperti archeologici rinvenuti nell'area quali le tombe con corredo funerario, frammenti di ceramica, numerose monete e una statuetta in bronzo di Agrippina.
All'epoca il borgo si chiama "Ollasta Usellus" che significava "Oliveto della Città Romana di Usellus". Era infatti una frazione dell'antica città di Usellus, fondata dai romani in età tardo-repubblicana e ribattezzata poi, in età imperiale, come colonia. Il borgo viene nominato in una tavola bronzea del 158 d.C., custodita presso il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
I primi registri canonici nei quali compare il nome del borgo risalgono invece al 1341, dove viene chiamata Ocliastra et Funtana, forse per la presenza di una fontana antica nel borgo o per le sue numerose sorgenti d'acqua. Il "Libro de la Iglesia de Santu Pedru de Ulastra de Useddus" è il più antico registro oggi esistente sul borgo. Dal registro si evince che, in quel tempo, la parrocchia era la Chiesa di San Pietro, mentre l'odierna parrocchia di San Sebastiano non esisteva ancora.
Le terre venivano coltivate a grano o a fave, direttamente per conto della Chiesa, oppure date in affitto, o ancora lavorate in parte a roadìa. La modesta rendita veniva impiegata per abbellire o restaurare l'edificio religioso.
I canonici più importanti di Ollasta furono Andrea Loy (1591-1598) e Gerolamo Porcella (1600-1611).
Fu nel 1959 che Ollasta si distaccò da Usellus e divenne comune indipendente, cambiando il suo nome in Albagiara nel 1962, per sottolineare il forte legame della popolazione con l'Altopiano della Giara.
In realtà, entrambi i toponimi evocano l'attaccamento del borgo al territorio: "Ollasta" significa "paese dell'ulivo", simbolo di pace, ed "Albagiara" fa riferimento al sorgere del sole dalla Giara.
Ancora oggi, nel parlare comune, ci si riferisce spesso al borgo col suo nome d'origine.
In passato il borgo si chiamava Ollasta. Nel 1959, gli abitanti scelsero il poetico nome di Albagiara, che ricorda il sorgere del sole dal ciglio dell'Altopiano della Giara e che sottolinea il legame degli abitanti con l'Altopiano. Tuttavia, ancora oggi - nel parlare comune - ci si riferisce al borgo col suo nome d'origine.
Un tempo l'Oasi della Giara era un imponente Vulcano.
La grande quantità di reperti fossili risalenti a 2000-3000 anni fa testimonia la presenza di grandi mammiferi quali cervi e daini ormai assenti.
Albagiara costituisce un luogo imprescindibile per chi voglia conoscere la Sardegna, poichè in questa regione storica dell'isola i caratteri della cultura che si sono andati definendo nel tempo sono speciali. Qui, infatti, oltre al grano da sempre risorsa primaria per eccellenza, si è sviluppata anche l'attività pastorizia grazie alla presenza del grande Altopiano della Giara; un'attività marginale nelle altre aree perlopiù pianeggianti e collinari.
Molti i sentieri naturalistici che portano all'Altopiano della Giara, risalendo le antiche scalas, gli accessi ripidi in uso da sempre. Ci si può addentrare nelle sugherete, ammirare i resti dei nuraghi, le strutture dei vecchi ovili. Tutto questo, godendo della vista sulla scacchiera delle terre coltivate nella pianura.
Accabadora (2015) — Una parte delle riprese del film "Accabadora" (2015), del regista Enrico Pau, è stata girata sull'Altopiano della Giara. Il film racconta di una Sardegna rurale e ancestrale, in cui la protagonista svolge la professione di "accabadora", colei che accompagnava i malati terminali a morire, ponendo fine alle loro sofferenze. Una figura che sembra essere esistita realmente fino agli anni Cinquanta, nelle zone più emarginate della Sardegna .