Albugnano

Piemonte
Albugnano(AT)
IL BALCONE DEL MONFERRATO!
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IL BALCONE DEL MONFERRATO!
Due le ipotesi sull'etimologia del nome, sebbene prive di attestazione: secondo la prima deriverebbe dal nome di persona Albinius o Albonius o Albucius, mentre secondo l'altra ipotesi sarebbe collegato al colore biancastro del terreno, in latino albus.
Sulla base dei ritrovamenti archeologici, il territorio di Albugnano era già abitato ai tempi dei Romani, e probabilmente dai patrizi dell'Impero, abitanti di Augusta Taurinorum, che abitavano in grandi ville proprio su questi colli. La più antica testimonianza scritta in cui viene citato Albugnano risale al 1037, mentre il primo documento che nomina la Prepositura di Vezzolano è l'investitura del 27 febbraio 1095 (anno della prima crociata).
Le vicende storiche del borgo sono legate a quelle della splendida Abbazia di Vezzolano, che fin dagli albori ha vantato diritti sul territorio di Albugnano, poi gradualmente ceduti ai feudatari, a partire dai signori di Brozolo nel 1002.
Nel 1226, il feudo passò al marchese di Monferrato Bonifacio II prima, e al marchese Teodoro Paleologo poi (1306), sebbene il capitolo di Vezzolano abbia continuato ad esercitare diritti signorili sul territorio. I Marchesi del Monferrato costruirono delle mura difensive attorno al paese, che ciononostante venne conquistato dagli astigiani nel 1292, per essere poi restituito ai monferrini a distanza di un anno. Delle fortificazioni, seppur restaurate nel 1320, non vi sono oggi tracce.
Durante il tardo Medioevo e gli inizi dell'età moderna, i principi del Monferrato tentarono di imporsi sui canonici, ma i rapporti cambiarono solo quando i Gonzaga avviarono una politica di prestigio ecclesiastico, e per un brevissimo periodo riuscirono ad imporre un loro uomo al posto di vicario.
Nel 1631, la sovranità sul territorio passò ai Savoia, che lo infeudarono nel 1635 al conte Amedeo Benso dei signori di Ponticelli, consigliere di stato e "presidente del Monferrato". Successivamente passò ai Benso e nel 1702, per successione in linea femminile, al conte Giuseppe Antonio Gonteri di Faule. Quest'ultimo fu privato del feudo nel 1722, che fu quindi acquistato dall'avvocato Serra, discendente di una delle più importanti famiglie notabilare di Albugnano. Infine, il territorio fu feudo dei canonici di Vezzolano, che lo mantennero fino al 1800, quando il governo di Napoleone abolì l'ente.
Il 31 ottobre 1902, la Regina Margherita di Savoia si recò in visita a Vezzolano. A causa di un guasto all'automobile, fu costretta a fermarsi per due giorni preso l'albergo Gelsomino di Giovanni Gamba. In ricordo di quella visita le fu intitolata l'attuale Via Regina Margherita.
Entro le mura del cimitero si trova la chiesa di San Pietro "de Fenestrella", che insieme alla Canonica di Vezzolano fa parte della rete romanica che riunisce 20 chiese di epoca romanica sparse per tutto il territorio circostante.
Nel 2020, l'ex scuola elementare di Albugnano è stata trasformata in ufficio turistico del Romanico, con l'obiettivo di valorizzare la vicina Abbazia di Vezzolano e gli altri monumenti della zona.
Durante il viaggio in Italia di Carlo VIII, questi fu accolto a Torino, Chieri ed Asti, dove dovette fermarsi alcuni mesi per malattia, prima di proseguire per Pavia. Carlo VIII ritornò a Chieri nel 1495 e, secondo la tradizione, visitò Vezzolano e concesse i tre gigli presenti nello stemma del paese, in segno di riconoscimento per le cure del canonico cerusico erborista di Vezzolano, che l'aveva guarito durante il precedente soggiorno ad Asti.
Lo stemma del paese è presente anche nel trittico posto sull'altare di Vezzolano, dove vi è anche la statua di Carlo VIII di Francia.