Artogne

Lombardia
Artogne(BS)
BORGO DI ARTI E MESTIERI!
Lombardia
Artogne(BS)
BORGO DI ARTI E MESTIERI!
L'etimologia del nome sembrerebbe derivare da "Hart Thon", che significa "fortezza recintata", facendo dedurre che il borgo di Artogne fosse anticamente un luogo fortificato posto sulla importante strada Valeriana che percorreva la Valle Camonica.
L'abitato di Artogne risale all'anno Mille e ai primi decenni del Millennio, a cavallo del Medioevo, quando si formano anche le contrade. In epoca carolingia, come tutta la bassa Valle Camonica, il territorio viene donato ai monaci del convento francese di Tour. Nel XII secolo, mediante scambi territoriali e donazioni imperiali, la Valle diviene feudo del vescovo di Brescia, che nel 1233 investe la nobile famiglia dei Brusati dei beni e delle terre di Artogne. Nel 1331, tutti questi beni vengono acquistati da Zanone e Ziliolo Federici, figli di Bojaco di Gorzone.
La famiglia Federici si afferma in breve tempo la più potente casata della Valle Camonica, avvicinandosi a più riprese e a seconda delle convenienze politiche del momento, alla nobiltà bresciana ed al Vescovo Berardo Maggi - allora Duca di Valle Camonica -, tanto che il ramo artognese nel 1454 viene iscritto nell'elenco dei nobili bresciani.
Terminato il periodo di dominazione dei signorotti locali, si sviluppa una certa autonomia e nascono le Vicinie che fino al periodo napoleonico si identificano con le municipalità. Sul piano economico ha inizio la bachicoltura, il cui fiorire è testimoniato dall'antica filanda in via Alberzoni.
Tra 1800 e 1900, con la Repubblica Cisalpina, Artogne entra nel dipartimento bergamasco del Serio e perde la sua autonomia comunale.
Dopo la restaurazione post napoleonica tutta la Valle Camonica passa sotto il dominio austriaco.
Con la proclamazione del Regno d'Italia, nel 1861, Artogne è nuovamente aggregata amministrativamente a Brescia.
Nel 1927, durante il ventennio fascista, la fusione con il comune di Pian Camuno dà origine a "Pian d'Artogne", ma nel 1957 il borgo riottiene l'indipendenza amministrativa, tornando ad essere un comune autonomo.
Nel centro storico sono presenti due moderni murales, realizzati durante la manifestazione "Artomnis". Riuscirete a trovarli?
Su tutto il territorio ci sono oltre 46 fontane pubbliche, e molte altre private, che potrete scorgere nei cortili privati, spesso aperti!
All'interno del centro storico sono presenti dei mulini e numerosi portali e archi storici.
In via Alberzoni vi è un'antica filanda risalente al periodo in cui ad Artogne, sul piano economico, ebbe inizio la bachicoltura.
Grazie alla posizione del paese è possibile raggiungere facilmente altre mete come ad esempio le varie panchine giganti collocate sul territorio, il lago d'Iseo, il lago Moro, le terme di Boario, le incisioni rupestri (sito UNESCO).
Nel borgo sono presenti diverse case della potente famiglia nobile Federici, tra cui una con un portale in pietra di Sarnico e portone il legno borchiato del 1400.
Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi che indicano tratti caratteristici di una comunità. Quelli che contraddistinguono gli abitanti di Artogne sono Patàte, Mascherpine (ricotte), maia mèlga (mangia granturco), Màgole.
Dal 1999, il Comune di Artogne è gemellato con la cittadina belga di Courcelles, per la massiccia emigrazione di artognesi presso questa comunità durante il periodo delle miniere di carbone del Belgio, alla fine degli anni '40. Il 23 giugno 1946, infatti, il governo italiano sottoscrisse un accordo con quello belga che prevedeva una fornitura di carbone in cambio di manodopera italiana da impiegare nelle miniere.
Il 4 giugno 1998 la 19ª tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Plan di Montecampione, con la vittoria di Marco Pantani. Sempre Plan di Montecampione ha ospitato la 15ª tappa del Giro d'Italia 2014, terminata con la vittoria di Fabio Aru.
A Montecampione risiedono le sorelle Nadia ed Elena Fanchini, sciatrici della Nazionale italiana di sci alpino, con la minore delle sorelle, Sabrina, anche lei sciatrice.
Dal 1985 Montecampione è stata anche teatro di una Cronoscalata Automobilistica denominata "Piancamuno-Montecampione", gara nazionale di velocità in salita, presto assurta all'importante ruolo di prova di Campionato Italiano e in seguito Europeo della Montagna.
Nel 1993 si sono svolti a Montecampione i Campionati mondiali juniores di sci alpino.
Nel 1996 Montecampione è scelta per il Parallelo di Natale dove si sono incontrati Alberto Tomba e Andrea Bocelli sulle piste da sci.