Caccamo

Sicilia
Caccamo(PA)
IL BORGO DELLA SALSICCIA PASQUALORA, PRESIDIO SLOW FOOD
Sicilia
Caccamo(PA)
IL BORGO DELLA SALSICCIA PASQUALORA, PRESIDIO SLOW FOOD
La storia di questo borgo non è ancora stata inserita. Conosci questo luogo? Contribuisci aggiungendo informazioni storiche.
L'etimologia del nome del borgo non è chiara. Secondo alcuni studiosi, il termine Caccamo deriverebbe dal punico-cartaginese "Caccabe" (testa di cavallo, presente nello stemma); altri sostengono derivi dal greco "Kakkabe" (pernice) o "Kakabe" (calderone); altri ancora dal latino "Cacabus" (pentolone), dall'arabo "Kùkum" (vaso, marmitta), dal siciliano "Caccamu" (albero di loto).
Questo territorio fu abitato fin da tempi remoti, come testimonia la presenza qua e là di sepolture a forno dette "grotticelle".
Secondo la leggenda, Caccamo sarebbe stata fondata intorno al IV-V secolo a.C. dai Cartaginesi, che a seguito della sconfitta nel 480 a.c. ad Himera, si rifugiarono verso l'interno fondando la città di "Caccabe". Anche lo storico Agostino Inveges chiama Caccamo "la Cartagine di Sicilia", fondando però la propria ipotesi sulle affermazioni dello storico greco Stefano Bizantino, vissuto nel V secolo d.c., secondo il quale in Sicilia era esitita un'antica città chiamata Cartagine.
L'economia di Caccamo è basata prevalentemente sull'agricoltura e sulla zootecnica. Oltre ai prodotti della terra come cereali, mandorli e ulivi, di grande rilevanza sono le carni e i prodotti caseari provenienti dagli allevamenti di bovini, caprini e ovini.
Il prodotto tipico di Caccamo è la Salsiccia Pasqualora, un antico salume tradizionale, raccontato da Virgilio nelle Georgiche. Viene prodotta esclusivamente con le parti nobili del maiale, tagliata a punta di coltello o macinata con piatto a fori larghi, e condita con sale, pepe nero e bianco in parte macinati e in parte frantumati, peperoncino rosso frantumato, semi di finocchietto selvatico della riserva naturale orientata del Monte San Calogero. Una volta insaccata, viene fatta stagionare dai 16 ai 20 giorni, e si può mangiare cruda o cotta sulla brace, o ancora come si faceva anticamente: in mezzo alla cenere. Il termine "Pasqualora" deriva dalla tradizione contadina di allevare durante l'anno almeno tre maiali, due dei quali venivano macellati nel periodo pasquale.