Calimera

Puglia
Calimera(LE)
IL BORGO DEI CRAUNARI E DEI SANTI!
Puglia
Calimera(LE)
IL BORGO DEI CRAUNARI E DEI SANTI!
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Sulle origini del nome Calimera sono state avanzate diverse ipotesi: secondo una prima interpretazione deriverebbe dal greco, o dalla parola Καλημέρα (Kalimèra) che significa "buon giorno", o da καλλά μερέα (kallá meréa) che vuol dire "bella contrada"; secondo altre tesi, il nome discenderebbe dal bizantino, dalla radice kal/gal, e farebbe riferimento a zone pietrose o a luoghi recintati e abitati da persone, animali o altri beni, o per estensione indicherebbe un posto riparato, un anfratto, così com'è per Gallipoli, Galugnano e Alliste. Secondo un filone popolare, invece, Calimera significherebbe "bella giornata" e deriverebbe da un modo di dire degli abitanti del vicino comune di Martano, probabili fondatori del borgo, che qui avevano le loro ville: "Pame, pame, ca sìmmeri ene kalì emèra!" che in italiano significa "Andiamo andiamo (nelle ville), che oggi è una bella giornata!".
Il borgo è situato lungo la Via Traiana Calabra, l'antica strada che portava da Otranto a Lecce e Brindisi.
Calimera attualmente presiede il consorzio della Grecia Salentina.
Il borgo ha ospitato negli anni diversi personaggi illustri, come l'ellenista e letterato Vito Domenico Palumbo e suo fratello Michele, macchiaiolo; Orazio Montinaro, Senatore della Repubblica Italiana; l'orientalista Giuseppe Gabrieli, studioso dell'Accademia dei Lincei; Francesco Pantaleo Gabrieli, Presidente di sezione della Corte di Cassazione e poi Giudice costituzionale. Era cittadino di Calimera anche Antonio Montinaro, agente della scorta di Giovanni Falcone, caduto nella strage di Capaci del 1992, a cui è stata intitolata una piazza e dedicato un monumento formato da un macigno proveniente dal luogo dell'attentato e da un albero di mandarino di Sicilia.
Calimera da tempo cerca di riscoprire e valorizzare la lingua grika e l'antica tradizione. Oggi vanta una cospicua produzione letteraria e musicale che mantiene viva una ricca eredità collettiva fatta di lavoro, di canti religiosi e di lutto. Ad esempio, nel periodo di Pasqua, si è tornati a cantare la Passione in griko e oggi l'antico dialetto greco è una materia della scuola primaria.
Il borgo oggi ha un'intensa attività terziaria ma in passato, a causa della povertà del territorio ricoperto da grandi boschi, era dedito solo all'agricoltura e alla produzione del carbone. I carbonai, il cui santo protettore era San Biagio, erano detti "craunàri" e il Bosco di Calimera è detto anche "Bosco dei craunari".
Calimera è gemellata con Lefkimmi, municipalità greca appartenente alla prefettura di Corfù, e con Halandri, sobborgo di Atene.