Cetraro

Calabria
Cetraro(CS)
IL BORGO DEGLI AGRUMI E DEI PIPARIELLI!
Calabria
Cetraro(CS)
IL BORGO DEGLI AGRUMI E DEI PIPARIELLI!
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Cetraro è detto "U Citràru" in calabrese, mentre in greco bizantino era chiamato "Kitràron".
Sulle origini del nome Cetraro sono state avanzate diverse ipotesi: secondo alcuni sarebbe collegato all'abbondante presenza di cedri o di limoni nelle campagne circostanti, secondo altri il nome deriverebbe dal fiume Aron che solca il suo territorio e "Citra-Aron" sarebbe il paese "al di qua dell'Aron". C'è anche chi sostiene che Cetraro abbia origini ebraiche: gli Ebrei un tempo navigavano verso Santa Maria del Cedro per comperare i cedri più belli utilizzati in occasione del Sukkot, la festa delle Capanne o dei Tabernacoli, e arrivando nei pressi del promontorio cetrarese lo indicavano in greco come "Kata-rion" che significava che la loro destinazione si trovava "oltre il promontorio". Secondo alcuni studiosi, Cetraro anticamente si chiamava Lampetia.
La località di Borgo San Marco fu fondata dopo il terremoto del 1908 da un comitato veneto, il che spiega anche l'origine del nome, essendo San Marco il patrono di Venezia e dei veneti.
Il Porto Turistico di Cetraro è il più grande del Tirreno cosentino e può ospitare fino a 500 imbarcazioni, offrendo anche servizi igienici e docce.
Cetraro nel secondo dopoguerra visse un periodo di grande sviluppo economico, grazie alla presenza della fabbrica tessile Faini, decaduta di recente, specializzata nella produzione di costumi da bagno in seta.
Cetraro è nota per la produzione dei tipici peperoni piccanti calabresi dalla forma allungata, chiamati dai cetraresi "vajanelle", e degli ancor più piccanti peperoncini, detti "piparielli". Nel borgo sono prodotti anche le Clementine di Calabria IGP e il Capocollo, la Pancetta, la Salsiccia e la Soppressata di Calabria DOP.
La fauna cetrarese comprende diversi rettili, tra cui lucertole verdi, gechi, detti "tastagliuni", e "scurzuni", innocui serpenti di colore nero.
Il 18 settembre del 1190 sostò a Cetraro il re inglese Riccardo I, detto Cuor di Leone, in viaggio verso Messina per congiungersi al re di Francia Filippo Augusto, in partenza per la terza crociata.