Colonna

Lazio
Colonna(RM)
IL BORGO PIU' PICCOLO DEI CASTELLI ROMANI, AMATO DAL D'ANNUNZIO!
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Colonna(RM)
IL BORGO PIU' PICCOLO DEI CASTELLI ROMANI, AMATO DAL D'ANNUNZIO!
L'etimologia del nome "Colonna" deriverebbe, secondo molti studiosi, dagli imponenti ruderi di una colonna dell'antico centro romano, rimasti in piedi - secondo la tradizione orale - fino a tempi non troppo remoti. Si esclude invece che possa derivare dall'antica omonima famiglia nobile romana, essendo il luogo citato come "Columna" in documenti antecedenti la nascita della famiglia; al contrario si ritiene che sia la famiglia Colonna ad aver preso il nome della località nel 1101, quando Pietro, fino ad allora dei Conti di Tuscolo, ricevette in eredità il territorio, dando origine così alla nobile casata.
Le dimensioni attuali del territorio del borgo, non sono affatto indicative del ruolo di importanza che ha rivestito nell'antichità. Le origini di Colonna, infatti, sulla base dei ritrovamenti archeologici risalirebbero almeno all'età del bronzo.
Il territorio, secondo gli studiosi, molto probabilmente ospitò l'antica Labicum ad Quintanas (o Labico Quintanense), città latina erede della più antica Labicum, espugnata nel 414 a.C. dai Romani.
La prima volta che compare in un documento scritto è nel 1047, in un atto dell'Imperatore Enrico III il Nero a favore della Badia di Casuria (PE).
Nel 1101, Pietro, figlio di Gregorio II di Tuscolo, ebbe in eredità Monte Porzio ed il Castello di Colonna, condizionando, da quel momento in poi, le sorti di Colonna nonché la nascita della casata.
Nel 1298 papa Bonifacio VIII ordinò la distruzione di Colonna e del suo Castello come punizione verso la famiglia Colonna che non riconosceva l'autorità papale. Nel 1305, sotto papa Clemente V, la famiglia Colonna rientrò in possesso del feudo con tutti i suoi territori.
Il feudo venne poi venduto al cardinale Ludovisi nel 1662, che nel 1710 lo vendette a sua volta alla famiglia Rospigliosi-Pallavicini, ultimi feudatari prima dell'autonomia di Colonna nel 1848.
Si racconta di un duello del poeta Gabriele D'Annunzio sotto i pini secolari, arrabbiato con due bambini che avevano sfrenato la sua auto Isotta-Fraschini, che erano soliti spingere nelle salite che precedevano l'arrivo all'odierna Piazza Duca di Gallese, dove ancora oggi si trova l'ingresso della residenza "La Villa". Si ricordano anche le sue discussioni con il Duca, e la sua disperazione il giorno in cui apprese la notizia della fuitina della sua amata sua figlia Renata, che lui affettuosamente chiamava "Cicciuzza".
L'Uva Italia subì una forte concorrenza in specifiche aree della Sicilia e della Puglia, da richiedere l'invenzione dei "teli", ovvero coperture di plastica per proteggere i vigneti dagli agenti atmosferici ostili. Nonostante ciò, la concorrenza pugliese causò, negli anni Ottanta, un drastico crollo del commercio a Colonna, tanto che da allora la Sagra dell'Uva Italia e dei Vini Pregiati necessitò di nuove motivazioni; da allora è infatti nota anche come Sagra dei kiwi e delle pesche coltivate nel colonnese.
La Sagra colonnese dedicata all'Uva Italia si ispira alle più antiche Sagre dell'Uva di Marino (1925) e Zagarolo (1932), e alla Festa dell'Uva e del Vino di Velletri (1931).
Negli anni Cinquanta, fu costruito - in contiguità con i resti della corte interna del Palazzo Baronale - un serbatoio idrico, chiamato amichevolmente dai colonnesi "il dindarolo". Il caratteristico serbatoio, che identificava il borgo in lontananza, fu demolito nel 2017 per esigenze di adeguamento alla normativa antisismica. Dal punto di vista geologico, infatti, la zona dei Castelli Romani, di origine vulcanica, è una zona a rischio sismico medio-alto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, su Colonna - a differenza degli altri paesi limitrofi - cadde soltanto una bomba che fece un'unica vittima. Anche durante la loro occupazione, i tedeschi non causarono alcun danno agli abitanti.
Nel Palazzo Baronale, chiamato "Palazzaccio" perché ospitava un'antica prigione, sono stati rinvenuti negli anni numerosi resti umani.
3 straniere a Roma (1958) — Il film "3 straniere a Roma" (1958), diretto da Claudio Gora, e con Claudia Cardinale, è stato girato a Colonna.
Il cuore grande delle ragazze (2011) — La Ferrovia Museo Stazione di Colonna, è stata protagonista del film di Pupi Avati "Il cuore grande delle ragazze" (2011).