Sarconi

Sarconi (PZ)
IL BORGO DEL RINOMATO FAGIOLO I.G.P.!
Sarconi (PZ)
IL BORGO DEL RINOMATO FAGIOLO I.G.P.!
Le informazioni circa l'etimologia del nome riconducono a diverse ipotesi. Per lo storiografo Giacomo Racioppi il toponimo deriverebbe dal basso Latino "Sarculum" (luogo selvoso, ovvero luogo pieno di macchia e aperto a coltura). Poiché il suffisso –oni mal si conciliava con la spiegazione data dal Racioppi, si ritenne che la sua derivazione, più logicamente, fosse da ricondurre alla forma latina "Sarcus" (piccola marra, strumento agricolo per ripulire il campo) + l'accrescitivo –one. Altri lo fanno derivare (impropriamente) dal greco "sárx, sarkós" (carne, quindi carneficina ). Secondo quest'ultima ipotesi, qui sarebbero sepolti i caduti di una sanguinosa battaglia tra Romani e Cartaginesi avvenuta nel 215 a.C.
Si ritiene che Sarconi, prima ancora delle invasioni saracene, esistesse già come sobborgo dell'antica Grumentum. L'ipotesi di tale legame tra i due centri della Val D'Agri si ricollegherebbe ai resti di un acquedotto che in passato li congiungeva, oltre alla presenza di numerose ville, in località Camarelle, proprio dove si sviluppò il primo nucleo di Sarconi.
In verità i reperti di località "Camarelle", "Cesina" e "Santa Barbara", dimostrano solo che ivi, come altrove, erano state costruite delle Ville rusticae che gravitavano nell'orbita della colonia romana.
Solo dopo la distruzione di Grumentum, nella prima località su citata, sorse un Pago che in epoca medioevale si ampliò. Il toponimo Camarelle, primitivo sito dell'antico centro abitato, farebbe supporre l'insediamento, intorno al VI sec. d.C., di una Comunità monastica di rito greco (Kàmara=cella per monaci).
Infeudato dai Normanni, fu concesso in epoca angioina (1267) in suffeudo dai Sanseverino a Baldovino del Vasto che costruì, nei pressi del torrente Maglia, un castello di cui resta qualche traccia. Tomasia, figlia di Baldovino, portò in dote ad Adamo Fourier, Vice Maresciallo del Regno, i Feudi di Saponaria e Sarconi.
Nel 1282 Sarconi venne assegnato a Gilberto di Fasanella. Passato ai Sanseverino di Marsico dopo il 1318, venne ad essi confiscato dopo la congiura dei Baroni. Restituito loro nel 1496 da Re Ferdinando D'Aragona, venne venduto nel 1524, insieme a Moliterno e San Chirico Raparo, ai Principi Carafa di Stigliano.
Nel 1686, il Feudo venne ceduto a Fabrizio Pignatelli, Principe di Marsiconuovo. Agli inizi del '700 Sarconi contava 3200 abitanti e, secondo un viaggiatore dell'epoca, un'agricoltura fiorente. La tranquillità e l'anonimato che hanno contraddistinto le vicende storiche del centro della piana del Maglia furono spazzati via dai fatti del 1806. In quell'anno, per opera del sindaco Nicola Lattaro, Sarconi diviene la capitale della resistenza antifrancese in Val d'Agri; la repressione dei francesi fu spietata.
Nel 1860 molti abitanti aderirono ai moti risorgimentali, issarono il vessillo carbonaro e infine combatterono con Garibaldi. Della colonna degli insorti che, nell'Agosto del 1860, raggiunsero Potenza, fecero parte Ramagli Nicola, Loponte Ciro ed altri quattro sarconesi.
Nel 1883, la costituzione del Consorzio d'irrigazione portò rilevanti benefici all'agricoltura, fino ad allora stretta fra l'esigenza di un razionale uso delle acque e il problema che esse costituivano, come causa di malaria.
Dopo la caduta del Fascismo ottenne l'autonomia amministrativa da Moliterno con Decreto del 1946, conferendo a Sarconi il titolo del comune più giovane del comprensorio.

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