Linguaglossa

Sicilia
Linguaglossa(CT)
IL BORGO ALLE PENDICI DELL'ETNA!
Sicilia
Linguaglossa(CT)
IL BORGO ALLE PENDICI DELL'ETNA!
Il nome Linguaglossa è un toponimo tautologico che nasce dall'unione della parola latina lingua e della parola greca glossa, che ha anch'essa il significato di lingua.
L'uso di questo nome risale intorno alla seconda metà del '700, in passato si chiamava invece Linguagrossa.
Le origini di questo particolare nome sono incerte, ad oggi sono tre le spiegazioni più accreditate tra gli studiosi:
- secondo la prima ipotesi, quella considerata più probabile, il nome deriverebbe dalla parlata rozza dei suoi abitanti;
- la seconda ipotesi lo farebbe derivare dal soprannome di un fondacaio chiamato 'zu linguagrossa, altri vogliono che il soprannome spettasse alla vecchietta miracolata nella leggenda di Sant'Egidio;
- per la terza ipotesi Linguagrossa deriverebbe dalla presenza di una lingua di lava presso i suoi confini o dalla forma linguiforme del paese.
Secondo uno storico castiglionese del '500, Filoteo degli Omodei, Linguaglossa fu fondata da artigiani genovesi e lombardi venuti da Castiglione, che sfruttarono il nuovo borgo per l'estrazione di resina dai pini etnei.
Ritrovamenti di origine greca dimostrano comunque come la zona fosse abitata anche in tempi più antichi.
Linguaglossa viene menzionata per la prima volta in un documento del 1145, con il quale Ruggero II designava i confini delle terre soggette all'archimandrita Luca della diocesi di Messina.
Per diversi secoli della sua storia Linguaglossa è stata dominio feudale di diverse nobili famiglie, in particolare la famiglia Crisafi, quella dei Cottone, dei Patti ed infine dei Bonanno.
Nel 1634 Linguaglossa venne finalmente resa libera ed annoverata tra le terre demaniali. Cominciò così un nuovo periodo storico caratterizzato da difficoltà economiche dovute soprattutto al Riscatto.
Nell' '800 comincia la rinascita culturale ed economica del paese, la scelta di cedere parte del bosco Ragabo per pagare il debito fu determinante.
Linguaglossa ha dato i natali ad uno dei maggiori scultori figurativi del Novecento italiano: Francesco Messina. Tra le sue opere più celebri, vi è il Cavallo morente simbolo della RAI. L'opera, che in origine doveva essere un gruppo scultoreo di quattro cavalli e una biga sul quale sarebbe dovuto apparire il venezuelano libertador Simon Bolivar, non è stata più realizzata a causa delle mutate condizioni economiche della Bolivia; il vicedirettore generale della Rai, Marcello Bernardi, scoprì il progetto sfumato e commissionò all'artista linguaglossese la scultura del cavallo, con l'intento di posizionarla all'ingresso della sede principale della Rai di Roma, come simbolo di potere e di forza dell'azienda. Un giornalista, qualche anno dopo, notando alcuni segni sulla scultura dovuti agli agenti atmosferici, li interpretò come delle ferite, e su un articolo lo definì "cavallo morente".
Il più grande ed antico pino laricio sul vulcano Etna si trova proprio nella pineta Ragabo di Linguaglossa, viene chiamato "u Zappinazzu" e ha circa 300 anni.
Nel 2020 Linguaglossa Piano Provenzana sarà punto di arrivo della terza tappa del 103º Giro d'Italia.
Nella Chiesa dell'Immacolata è possibile ammirare la celebre Custodia lignea del '700 di Pietro Bencivinni da Polizzi, la più grande di tutta la Sicilia.
Una leggenda vuole che Linguaglossa sia stata fondata su 7 strati di lava.
Gli abitanti dei paesi alle pendici dell'Etna, quando sentono forti rumori provenire dal vulcano, sono soliti usare l'espressione "a Muntagna scassau".
L'ultima grande eruzione dell'Etna fu nel 2002, quando la lava ricoprì completamente le strutture turistiche di Piano Provenzana, parte della Pineta Ragabo e della strada Mareneve.
Da qualche anno si festeggia nuovamente la celebre Festa dell'Etna di fine agosto, che attira ogni anno turisti da ogni dove con i suoi spettacoli folkloristici internazionali e la tradizionale salsicciata. La Festa, prima dell'eruzione dell'Etna avvenuta nel 2002, si svolgeva a Piano Provenzana o a Piano Pernicana.
In passato la neve sull'Etna era una fonte di guadagno per i linguaglossesi, che erano soliti comprimerla e conservarla fino all'estate, per rivenderla ai bar di Catania che la utilizzavano per le granite.
Volevo i pantaloni (1990) — Alcune scene del film "Volevo i pantaloni" (1990) di Maurizio Ponzi, tratto dall’omonimo romanzo di Lara Cardella, sono state girate a Linguaglossa.