Molinara

Campania
Molinara(BN)
UN ANTICO BORGO RINATO!
Campania
Molinara(BN)
UN ANTICO BORGO RINATO!
Il borgo di Molinara ha origini medioevali, anche se alcuni ritrovamenti archeologici lo fanno risalire ai Romani.
Nel 1977 è stata rinvenuta una preziosa testimonianza dei rapporti con la Magna Grecia: un tetradramma bronzeo, coniato tra il 336 a.C. ed il 323 a.C., con l'effigie di Alessandro Magno.
Il primo documento ufficiale che cita Molinara e la sua Chiesa di Santa Maria risale al 992. Gli studiosi ritengono che a fondare il paese siano stati i monaci bizantini, che qui edificarono appunto la Chiesa di Santa Maria dei Greci, attirando di conseguenza le popolazioni vicine alla ricerca di protezione dalle incursioni. C'è chi ritiene invece che Molinara sia stata creata per motivi politici, data la vicinanza del paese ai luoghi degli scontri fra i Longobardi del Principato di Benevento e i Bizantini del thema di Longobardia nel X secolo.
Nel 1118, in epoca normanna, ne era propietario Raimondo di Loritello. Fra il 1292 e il 1293, fu feudo di Bartolomeo di Capua, Protonotario del Regno. I suoi successori lo tennero a lungo e furono insigniti del titolo di Conti di Altavilla. Dopo i Caracciolo, Molinara restò per più di un secolo sotto i Muscettola di Spezzano fino all'eversione della feudalità.
Con l'Unità d'Italia, Molinara fu aggregato alla neonata provincia di Benevento.
Due devastanti terremoti hanno colpito il paese nel 1962 e nel 1980, segnando l'abbandono del borgo antico, restituito alla comunità soltanto nel 2016, a seguito di importanti interventi di recupero.
L'olio di oliva rappresenta il prodotto agricolo più importante prodotto nel territorio di Molinara. Nel 2019, Elaios, l'Olio Extravergine di Oliva monovarietale di Ortice prodotto dalla Cooperativa Agricola Terre di Molinara, ha ricevuto il riconoscimento di "Grande Olio Slow". Slow Food ha assegnato alla Cooperativa anche un altro riconoscimento, la Chiocciola, per l'encomiabile impegno nella salvaguardia del patrimonio ambientale e nella difesa della biodiversità. Terre di Molinara ha infatti recuperato moltissime terre abbandonate ed oltre 1.200 piante di Ortice.
La patata di Molinara, di provenienza oltreoceanica, ha impiegato 300 anni per entrare a pieno titolo nella dieta dei molinaresi, che oggi vengono tradizionalmente etichettati come "magnapatane". Molinara dedica al famoso tubero una attesissima Sagra nel mese di agosto.
Nel Fortore la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale, che in quanto a longevità si avvicina ai primati della Sardegna. La nonnina Annamaria Capozzo, nata a Molinara nel 1911, ha compiuto ben 109 anni a inizio 2020. In paese la chiamano "l'americana" perché nel 1953 emigrò a New York, dove ha vissuto per 33 anni, prima di tornare nel suo amato Fortore nel 1986, dove vive con la figlia 87enne. In Italia soltanto 34 persone sono più anziane di lei, mentre in Campania occupa il secondo posto.
Nel 2009, l'artista Andrea Petrone, originario di Napoli ma residente da tempo nell'Alto Sannio, ha voluto omaggiare la sua terra di adozione presentando in anteprima a Molinara la sua mostra personale di pittura e scultura "Il principe nel giardino delle metafore". Un evento artistico e culturale molto atteso a New York, dove Petrone ha conseguito numerosi successi. Il titolo della mostra si riferisce a Totò - Antonio De Curtis - di cui Petrone reinterpreta da anni le sembianze, decontestualizzandole in maniera del tutto singolare; esistono, ad esempio, un Totò/Lucio Dalla ed un Totò/Osama Bin Laden.
Nel 2014, a Molinara, è stata inaugurata la galleria delle opere dello scultore molinarese Sandro Iatalese, che da sempre unisce tradizione e innovazione.
Alcune ipotesi riconducono il toponimo di Molinara all'attività passata degli abili scalpellini, che rifornivano di mole per macine tutti i comuni limitrofi; altre ipotesi lo collegano alla presenza dei mulini ad acqua, un tempo molto diffusi sul territorio.