Montefusco

Campania
Montefusco(AV)
IL BORGO DELLA SALUTE, CHE OSPITO' SAN PIO DA PIETRELCINA!
Campania
Montefusco(AV)
IL BORGO DELLA SALUTE, CHE OSPITO' SAN PIO DA PIETRELCINA!
Montefusco conobbe il suo sviluppo con l'arrivo dei Longobardi che ne fortificarono le mura ma entra nella storia e nelle fonti scritte con i Normanni dove il suo castello è già descritto come ingens. Federico II di Svevia risiedette nel castello con la sua famiglia e autorizzò lo scavo di una cisterna: la cisterna Federiciana. Con Carlo I d'Angiò, nel 1287 al feudalesimo si affiancherà una più efficiente organizzazione del nuovo Regno di Napoli in province controllate da emissari di nomina regia. L'antico principato longobardo (che aveva perso la sua antica capitale Benevento passata già nel 1077 nel dominio papale, ma che aveva ancora Salerno come centro principale) fu smembrato in due: il territorio propriamente salernitano formò il Principato Citra), mentre l'entroterra irpino venne a costituire il Principato Ultra. A partire dal 1581 gli uffici della Regia Udienza del Principato Ultra furono dislocati proprio a Montefusco e vi rimasero fino al 1806. Inizia così un ridimensionamento che lo porterà ad essere il borgo dei tempi moderni.
La sua posizione strategica gli valse, nel 1581, il ruolo di Capoluogo di Principato Ultra.
Nel 1908, il giovane Padre Pio da Pietrelcina soggiornò nel Convento di Sant'Egidio per qualche mese, a causa della malferma salute che aveva spinto i superiori a farlo soggiornare nel centro irpino, rinomato per la salubrità dell'aria.
Beata Teresa Manganiello nasce a Montefusco e contribuisce alla fondazione della Congregazione delle Suore francescane. In onore alla sua beatificazione, in via Potenza a Montefusco, sorge un Sagrato a lei dedicato.
Nel mese di ottobre tutta la comunità di montefuscani si reca nel nostro bosco, le "surti", per la celebre raccolta delle castagne, utilizzate per i dolci della tradizionale Sagra della castagna che si tiene sempre l'ultimo weekend di ottobre.
La maiolica montefuscana è tra le più antiche tradizioni ceramiche della Campania. Si tratta di una ceramica popolare di impostazione barocca, molto ricca di colori e fantasia, con forti influssi della tradizione arabo-islamica. All'inizio del secolo scorso, a causa della spietata concorrenza delle ceramiche a buon mercato, la produzione montefuscana subì un brusco ed inarrestabile declino, arrivando presto alla cessazione di ogni attività. Affascinati dal carattere esclusivo della maiolica di Montefusco, nel 2018 abbiamo riaperto le fornaci dell'antico capoluogo irpino. La nostra è una ceramica completamente lavorata a mano che ripropone forme decorative e prototipi tradizionali, per poi aprirsi ad altre culture del Mediterraneo, fino a sperimentare inedite iconografie contemporanee.
Quella del tombolo è un'antica tradizione importata durante il periodo Aragonese, trasformatasi in una vera e propria arte. Grandi maestre nella lavorazione del tombolo o "pizzillo", così chiamato localmente, erano le Suore del convento presente in loco. In seguito furono aperti diversi laboratori che offrivano le proprie lavorazioni tra cui spiccano, il "fiore", la "mezza passata", e le rare "foglia d'uva" e "spina di pesce", mentre anticamente era utilizzato quasi esclusivamente per il corredo delle spose e nei paramenti sacri.