Roseto Valfortore

Puglia
Roseto Valfortore(FG)
IL BORGO DELLA PIETRA E DELLE ROSE!
Puglia
Roseto Valfortore(FG)
IL BORGO DELLA PIETRA E DELLE ROSE!
Roseto Valfortore è un borgo di origine romana, il cui nome deriva dal latino Rosetum e il cui simbolo è la rosa selvatica. Testimonianza della sua origine è il ritrovamento di un tronco di colonna funerario inciso in lingua latina del I secolo d.C., e un insieme di monete ed oggetti della civiltà romana.
In epoca ancora preromana la valle e i monti della Daunia era sotto il dominio dei Sanniti e degli Arpini che riuscirono a fondare l' "Oppidum Vescellium", un villaggio fortificato che prendeva il loro nome.
Dal 1122 al 1640 Roseto passa in mano a molte famiglie. Nel 1122 Roseto appartiene al duca di Puglia Guglielmo il Guiscardo, dopo un assalto riuscito brillantemente. Nel 1338 il feudo è assegnato a Roberto di Capua fino al 1497, anno in cui Bartolomeo III dopo una lettera di conferma feudale ricevuta da Fernando il Cattolico, conduce il borgo al massimo splendore.
Nel 1840 Roseto partecipa attivamente e in prima linea ai moti risorgimentali, vivendo poi l'avventura garibaldina con molta intensità e spargimenti di sangue. Fu il giorno del 7 Novembre 1860 ad infliggere un dolore profondo al centro urbano e a tutti i suoi abitanti, con l'avvento delle truppe garibaldine comandate da Liborio Romano che devastarono il paese. Tragico fu l'evento della fucilazione di cinque soldati rosetani borbonici. Nel 1861 l'amministrazione di Roseto fece costruire cinque croci di legno sul terreno della strage.
Tra il 1882 e il 1946, anche a seguito della grande guerra, Roseto vede le proprie terre spopolarsi attraverso una forte emigrazione verso gli Stati Uniti d'America e il Canada: dai 5000 abitanti nel XX secolo arriva a malapena ai 1000 abitanti negli anni 2000.
L'inverno è caratterizzato da frequenti nevicate essendo il borgo situato vicino alla vetta più alta della Puglia: il Monte Cornacchia.
Il primo mulino ad acqua del borgo risale al lontano 1338.
Il Santo Patrono del borgo è il fiorentino San Filippo Neri, anche noto come "Giullare di Dio" per i suoi detti burloni come: "state buoni se potete" e "ma va' a morì ammazzato…per la fede". Alla sua vita e ai suoi detti sono ispirati il film "State buoni se potete" (1983) con Johnny Dorelli e l'omonimo album del cantautore Angelo Branduardi, colonna sonora del film. Del 2010, la miniserie televisiva "Preferisco il Paradiso", di Giacomo Campiotti, basata sulla biografia del Santo interpretato da Gigi Proietti.