San Piero Patti

Sicilia
San Piero Patti(ME)
IL BORGO DEI TESORI NASCOSTI!
Sicilia
San Piero Patti(ME)
IL BORGO DEI TESORI NASCOSTI!
Il nome che anticamente i greci diedero a San Piero Patti è Petra in riferimento ad una grande roccia di granito rosso presente in quel territorio. A San Piero infatti vissero numerosi coloni greci che fondarono la comunità di Petra e che intrattenevano rapporti commerciali con le altre comunità di Abacena e Tindari. Con l'avvento del Cristianesimo l'antica denominazione "Petra" fu trasformata in Sanctus Petrus e dopo ancora Sanctipetri supra Pactas (San Pietro sopra Patti).
Con l'arrivo degli Arabi in Sicilia, anche San Piero fu occupata dai saraceni: il loro esercito risalendo il fiume Timeto giunse nell'antico insediamento di cui occupò il versante periferico meridionale a ridosso del corso d'acqua. In quel luogo nacque l'antico quartiere saraceno conosciuto col nome di Arabite. San Piero conobbe un nuovo periodo di prosperità durante il regno del Gran Conte Ruggero I di Sicilia. Egli, forte dell'appoggio di un esercito inviatogli dal Marchese del Monferrato, scacciò i musulmani da San Piero e pose il suo territorio sotto la regia amministrazione. Molti dei guerrieri di origine piemontese e provenzale venuti al seguito di Ruggero s'insediarono definitivamente a San Piero, come testimoniato dal dialetto galloitalico locale.
Dopo la morte di Federico II di Svevia (Federico II di Svevia e I di Sicilia) sotto cui San Piero continuava ad essere territorio demaniale, il suo successore Corrado I lo trasformò in territorio feudale affidandolo ai De Sidot e successivamente agli Orioles.
Nel 1356 il Re Federico IV d'Aragona soggiornò nel castello di San Piero Patti dopo aver riportato la pace nel feudo sampietrino a seguito di una protesta popolare contro la Baronia. La regina Maria di Sicilia nel 1377 riaffidò la baronia di San Piero agli Orioles che la mantennero fino al 1646 anno in cui passò nelle mani della famiglia Caccamo. Gli ultimi nobili ad essere investiti del titolo di baroni di San Piero furono i Corvino. Cinque anni dopo la morte del barone Girolamo Corvino Filingeri, nel 1812, il Parlamento Siciliano mise fine agli stati feudali in Sicilia e San Piero, insieme a tutte le altre cittadine, venne posto sotto il diretto controllo dello Stato. Nel periodo garibaldino a San Piero furono reclutati numerosi volontari tra cui lo scienziato Giovanni Gorgone.
Nel borgo di San Piero Patti si parla ancora adesso il Gallo Italico, risalente al periodo normanno, quando gli Altavilla favorirono un processo di latinizzazione della Sicilia, incentivando l'immigrazione della popolazione proveniente dalla Francia (normanni, provenzali e bretoni) e dall'Italia settentrionale (prevalentemente piemontesi e liguri) mediante la concessione di terre e privilegi. Si tratta di un'antica e preziosa testimonianza storica e glottologica.
Il toponimo del paese attribuito dagli antichi Greci era originariamente "Petra", in riferimento alla grande roccia di granito rosso presente nel territorio.
L'Amministrazione Comunale di San Piero Patti ha lanciato il progetto delle "Case a 1 euro", al fine di ripopolare il borgo antico e mettere al contempo in sicurezza le abitazioni del centro storico da tempo abbandonate.
Originario del borgo è Giovanni Gorgone, medico e scienziato italiano di grandissimo valore nell'Ottocento, noto per i suoi studi anatomici e per la sua intensa attività chirurgica. Approfondì lo studio della struttura delle pareti dei vasi sanguigni, l'anatomia della mandibola, del massetere e dei denti umani. Fu il primo ad evidenziare che i tessuti e gli organi del corpo umano ed animale non decedevano nella stessa unità di tempo. Grazie alla sua enorme esperienza in campo traumatologico, diede un contributo alla Spedizione dei Mille durante la Battaglia di Milazzo del 1860.
Le attività economiche del borgo sono prevalentemente legate al noccioleto, agli uliveti e ai vigneti.
Tra le specialità gastronomiche locali vi sono i dolci a base di mandorle e nocciole, le cullure e le nuvolette pasquali, i maccheroni col sugo di maiale e i prodotti caseari.