Scanno

Abruzzo
Scanno(AQ)
IL BORGO DEI GRANDI FOTOGRAFI
Abruzzo
Scanno(AQ)
IL BORGO DEI GRANDI FOTOGRAFI
Scanno appare per la prima volta in un documento del 1067, con il quale i Conti di Valva segnavano i confini delle terre donate ai monaci benedettini del Monastero di San Pietro del Lago. I ritrovamenti archeologici parlano di insediamenti romani sparsi nella zona e l'ipotesi più accreditata è che alcuni di questi villaggi si riunirono in un unico paese per fuggire e fronteggiare le varie invasioni barbariche.
Controversa è l'origine del suo nome. Un'immaginaria tradizione trarrebbe dal termine Scamnum (sgabello) l'etimologia di "Scanno", lo sperone di roccia a forma di panca su cui poggiano i primi contrafforti dei Monti dell'Alta Valle del Sagittario. Ma Scamnum è il termine che indicava il confine che divideva le centurie in cui un territorio, conquistato dalle truppe romane, veniva diviso e assegnato in proprietà.
La sua storia comincia ad essere datata dal Basso Medioevo e segue tutte le vicende legate ai feudatari delle grandi famiglie meridionali, passando di proprietà ora dell'uno ora dell'altro: dai Conti di Valva, ai Di Sangro, ai D'Aquino, ai D'Avalos, ai De Pascale, ai D'Afflitto e infine ai Carracciolo.
Il borgo conosce il suo massimo splendore nel Sei-Settecento, periodo in cui si sviluppano le attività legate al commercio degli armenti e allo sfruttamento dei boschi. Nasce inoltre una delle tradizioni più forti del borgo: il costume femminile, ancora oggi indossato da molte donne anziane. Al contempo, grazie all'abilità delle donne scannesi che fa eco in tutto il Regno di Napoli, si diffonde l'industria della lana e dell'arte della tintoria. Sulla fine del '600, si contava un patrimonio di 130.000 pecore, su una popolazione di 2.420 anime.
I numerosi palazzi patronali e le tante ricche chiese urbane e rurali che abbelliscono il paese, testimoniamo il benessere raggiunto dagli scannesi, i quali gestivano anche una Taverna per forestieri e viaggiatori, e due ospizi per pellegrini e infermi (di uno si ha testimonianza già dal 1337).
Nell'Ottocento, dal Risorgimento fino al propagarsi del brigantaggio, il borgo subisce un declino, che va accentuandosi nei primi decenni del '900, col diffondersi del fenomeno migratorio.
Il terremoto dell'Aquila del 2009 ha danneggiato lievemente la Chiesa della Madonna delle Grazie e la Chiesa di Sant'Antonio da Padova.
Ancora oggi, spesso e volentieri le donne anziane usano indossare il caratteristico costume femminile locale, un costume che andò sviluppandosi nel corso dei secoli in maniera autonoma e, dato l'isolamento del borgo, priva di modelli di riferimento. La gonna poteva arrivare a pesare ben 15 kg, per il panno di lana al suo interno, detto la pedéra, che serviva a proteggere le gambe dalla polvere e dal fango. Fino al Settecento, le gonne erano di vari colori, colori probabilmente legati al ceto sociale. Il copricapo, che ricorda un turbante, potrebbe derivare da influenze orientali indirette.
Tra i numerosi fotografi che hanno realizzato scatti nel borgo, figurano, oltre a Mario Giacomelli: Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci. In particolare, la fotografa tedesca Hilde Lotz-Bauer fotografava le donne di Scanno negli Anni Venti. Donne al lavoro fuori le porte delle loro case; donne con i catini pieni di panni da lavare sulla testa; donne nelle piazze e agli angoli delle strade.
Nel Dicembre del 2018, in occasione delle festività, galleggiavano sulle acque del Lago di Scanno un Albero di Natale e un Presepe, con colori e luci che si rispecchiavano nell'acqua, come se fosse un'incredibile magia.
Nel 2012 si è verificato uno strano fenomeno nel Lago, che ha visto i sommozzatori che vi si erano immersi, perdere completamente l'orientamento e non riuscire a ritrovare il nord, a causa delle bussole impazzite. Un fenomeno che ha richiamato l'interesse dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, il quale ha riscontrato la presenza di campi magnetici sul fondo del Lago, proprio nella zona nord, ma non ha mai dato una spiegazione chiara, suscitando così curiosità ed interesse.
Uomini e lupi (1957) — Diretto da Giuseppe De Santis e Leopoldo Savona, è stato girato completamente in Abruzzo, in particolare nei paesini di Scanno e Pescasseroli. Le riprese coincisero con le celebri nevicate del '56.