Solopaca

Campania
Solopaca(BN)
BORGO DEL VINO E DELL'OLIO DEFINITO NELL'800 "LA PICCOLA NAPOLI"!
Campania
Solopaca(BN)
BORGO DEL VINO E DELL'OLIO DEFINITO NELL'800 "LA PICCOLA NAPOLI"!
Secondo diversi ritrovamenti archeologici, il borgo di Solopaca avrebbe origini preistoriche. Sono state rinvenute rilevanti testimonianze anche di epoca sannitica e romana, ma le più significative risalgono al Medioevo.
Durante il periodo Normano, Solopaca fece parte dapprima della contea di Aversa, e poi di Caserta.
Gli studiosi ritengono che in origine Solopaca fosse una frazione di Telese, che nel 1268 insieme ad essa fu donata da Carlo I d'Angiò all'ammiraglio del Regno Guglielmo Belmonte.
Successivamente fu feudo dei Monsorio fino alla fine del 1400 con una breve parentesi dei normanni Sanframondo; passò poi nel 1487 ai nobili napoletani Lagonessa, poi ai Caracciolo, e ancora ai Ceva Grimaldi che nel 1574 acquistarono sia Telese che Solopaca, governandole per ben due secoli in un clima di terrore. Furono i Di Sangro, ultimi feudatari, a reggere Solopaca fino all'eversione della feudalità nel 1806.
Con l'Unità d'Italia entrò a far parte della provincia di Benevento.
Nell'Ottocento, Solopaca era chiamata "la piccola Napoli", per la fama del suo vino e del suo olio che richiamava numerosi acquirenti.
Nel territorio sono presenti testimonianze di epoca romana, come la tomba di contrada Olla e la "casa delle fate" in Opus Reticulatum di alcuni secoli dopo Cristo.
Solopaca ha dato i natali, nell'Ottocento, a grandi uomini politici e di cultura come il filosofo e poeta Stefano Cusani (1815-1846), cui è dedicata la biblioteca comunale; il dottore Nicola Abbamonti (1826-1849), che studiò per primo i benefici delle acque solfuree di Telese ponendo le basi del moderno stabilimento termale; e Giovanni Perlingieri (1906-1972), che fece parte dell'Assemblea Costituente.
Solopaca ospita un'installazione di arte contemporanea di "Mimmo" Paladino, famoso esponente beneventano della Transavanguardia, un movimento artistico che negli anni Ottanta individuò un ritorno alla pittura. Le sue opere sono collocate in permanenza in alcuni dei principali musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York.
Il Museo Eno-Gastronomico (MEG), situato nell'antico Palazzo Cutillo, è stato inaugurato nel 2005 ed oltre ad essere un museo è un polo di ricerca articolato su tre filoni: il rapporto tra l'arte e la produzione enogastronomica, attraverso l'esposizione di etichette di prodotti alimentari dalla fine dell'800 ad oggi, con pezzi rari e originali, che illustrano l'evoluzione storico-artistica del design alimentare nell'epoca dell'industrializzazione; l'evoluzione del "falso alimentare" ovvero il fenomeno delle frodi alimentari e della falsificazione dei cibi italiani da parte di paesi in via di sviluppo; il rapporto alimentazione e salute con informazioni nutrizionali sui cibi più consumati. Grazie a Rai Trade, è possibile anche assistere agli albori della pubblicità televisiva tramite la proiezione dei famosi caroselli. Infine, nel giardino sono esposti reperti di archeologia industriale come una trebbiatrice ed una vaporiera degli inizi del '900.
Nel settecentesco Palazzo Marcarelli, molto interessante è la decorazione del cosiddetto "Studiolo delle tre Grazie", tratta dal repertorio pompeiano.