Valle dell'Angelo

Campania
Valle dell'Angelo(SA)
IL BORGO IL PIU' PICCOLO DELLA CAMPANIA DEFINITO "IL REGNO DI BAMBI"!
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Valle dell'Angelo(SA)
IL BORGO IL PIU' PICCOLO DELLA CAMPANIA DEFINITO "IL REGNO DI BAMBI"!
Il borgo di Valle dell'Angelo affonda le sue radici nel lontano X secolo d.C., periodo in cui i monaci basiliani in fuga dalle persecuzioni in atto in Siria e nell'Epiro, si rifugiarono nelle regioni meridionali d'Italia. Questi ultimi, ai quali la cittadina deve tanto, effettuarono una importante opera di risanamento, che si rivelò fondamentale per l'economia del paese quando, nel VI secolo, uscì sconvolto dalla lunga e violenta guerra greco-gotica.
A testimoniare la loro presenza nella zona, l'appellativo "li Piroti" (gli Epiroti) col quale sono noti gli abitanti di Valle dell'Angelo, oltre a due cenobi da loro fondati: Sant'Arcangelo di Campora e San Vito di Fogna (Villa Littorio). Fu proprio attorno a questi monasteri che si radunarono le genti delle zone limitrofe, iniziando a coltivare le terre.
Dal XIV secolo il borgo divenne casale di Laurino, sotto la giurisdizione della Badia di Cava; Laurino - fondato dai Longobardi che vi edificarono il castello - aveva acquisito un'importanza tale da divenire Stato feudale, con casali alle sue dipendenze, tra i quali appunto Valle dell'Angelo.
Nel 1571 due casali - quello di Valle e quello di Piaggine - si staccarono da Laurino, lasciando soltanto il casale di Fogna (odierna frazione di Villa Littorio).
Nel 1873 il borgo divenne Comune autonomo col nome di Piaggine Sottane (per distinguerlo da Piaggine Soprane, l'odierno Comune di Piaggine). Ancora oggi permane nella memoria popolare il toponimo "Casaletto" di Piaggine , da cui deriva l'indicazione degli abitanti come "casalettari" (oltre che come "vallangiolesi").
Successivamente ottenne di chiamarsi Valle dell'Angelo.
Nel 2019 il sindaco Salvatore Iannuzzi, per valorizzare il territorio e favorire il turismo nel periodo autunnale, decise di istituire un'iniziativa chiamata "un weekend al borgo". Essa consisteva nel regalare un weekend nella suite di un albergo a 5 stelle al centro del paese, ad una condizione: pranzare e cenare nei ristoranti e nelle locande del paesino.
Nel 1911, Valle dell'Angelo fu gravemente colpita da un'epidemia di colera al punto tale che fu inviato sul posto un medico di Salerno, il quale si vide costretto ad adottare misure drastiche per limitare i danni provocati dal morbo.
In Località Pruno, in mezzo ai boschi, risiede una piccolissima comunità che ha scelto di vivere in uno stato di completo isolamento.
Il corso del fiume Calore è tortuoso e spettacolare, e per questo vi si svolgono anche campionati di canoa.
Il borgo ha ospitato figure brillanti come Mario Cammarota, pittore e restauratore di grande talento, e Don Barbato Iannuzzi, definito "il Don Milani della Valle del Calore", un sacerdote molto intraprendentche che operò durante il drammatico periodo del Primo Conflitto Mondiale.
Tra i piatti tipici del borgo, imperdibili sono il caciocavallo locale, gli insaccati, il prelibato olio rustico e i cavatelli; questi ultimi presentano un formato fuori standard e vengono tradizionalmente cavati a 4 dita.