Spinoso

Spinoso (PZ)
IL BORGO DEI PORTALI!
Spinoso (PZ)
IL BORGO DEI PORTALI!
Spinoso trae le sue origini dalla distruzione della vicina Grumentum per mano dei Saraceni, tra il IX e il X secolo. I profughi grumentini che riuscirono a fuggire, trovarono riparo esattamente lì dove oggi sorge il borgo: alle pendici del Monte Raparo. Inizialmente vi costruirono un pagus (villaggio di capanne); dopo averne apprezzato la tranquillità e la salubrità dell'aria, vi si insediarono in pianta stabile, dando origine al borgo di Spinoso, insieme ad alcuni pastori e contadini che avevano trovato già sul posto, originari dell'antichissimo borgo rurale di Carro Nuovo.
L'etimologia del nome del paese sembrerebbe derivare dal latino "Spina" (aculeo) unito al suffisso "osus" (che indica abbondanza) che ha dato così origine così a Spinoso, ovvero "luogo pieno di spine".
Più tardi fu infeudato dai Normanni. A succedere fu poi da Federico II di Svevia, che lo donò nel 1239 a Guida Balbano. Quest'ultima, a sua volta, lo portò in dote matrimoniale al Conte di Tricarico, Ugone Sanseverino. Passò poi ai Sanseverino di Saponara, che lo tenero per ben 5 generazioni; poi ancora ai Minutolo (fino al 1588); e ai Guzmann Carafa di Stigliano. L'ultimo dei Carafa morì senza eredi e a succedergli furono i principi Valle, gli Enriquez, e infine gli ultimi signori che dominarono il borgo fino al 1806, gli Spinelli di Fuscaldo.
Nel 1799 Spinoso, Sarconi e Viggiano parteciparono attivamente alla Rivoluzione Napoletana.
A Spinoso fu fondata dal giurista e patriota Francesco Antonio Casale (1804-1879) la "Scuola Romantica Spinosese", una delle pochissime scuole pubbliche, di ispirazione liberale, presenti in Basilicata prima dell'Unità d'Italia nel 1861, nonché una delle più prestigiose del meridione. Qui si formarono molti dei giovani che ebbero un ruolo fondamentale nei moti risorgimentali, tra i quali Giacinto Albino, Giacomo Racioppi e Michele Tedesco (pittore di fama europea).
La scuola aveva sede nel Palazzuolo Romano, uno dei tanti raffinati Palazzi Gentilizi di Spinoso, risalenti al 1700-1800, che con i loro maestosi Portali in pietra rievocano la mirabile tradizione degli scalpellini del borgo.
Il terribile terremoto del 1857 colpì duramente il borgo che si spopolò sempre più col movimento migratorio verso le Americhe.

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