Mercato San Severino

Mercato San Severino (SA)
LA PATRIA DEI SANSEVERINO, UNA DELLE FAMIGLIE PIU' POTENTI DEL REGNO DI NAPOLI!
Mercato San Severino (SA)
LA PATRIA DEI SANSEVERINO, UNA DELLE FAMIGLIE PIU' POTENTI DEL REGNO DI NAPOLI!
Le prime documentazioni certe che attestano la presenza di nuclei abitati organizzati, risalgono all' VIII secolo d.C. ed in particolare all'area della Frazione Curteri, dove sono stati rinvenuti i ruderi di un insediamento romano, probabilmente una stazione di pedaggio utilizzata come dogana amministrativa e riscossione delle tasse al passaggio dei carri. All'epoca, l'imposta di pedaggio si pagava in funzione del numero delle ruote del carro: da lì il nome di rotaticum – rota. Un altro nucleo fondativo era probabilmente presente alla pendici della Collina il Parco avente il nome di "Mercato". Scavi in corso nell'area archeologica di San Marco a Rota ci consentono probabilmente di retrodatare la presenza romanica di diversi secoli, infatti le attività hanno l'obiettivo di portare in luce e di studiare, in maniera più approfondita, i resti delle strutture superstiti delle fasi più antiche di frequentazione ed occupazione monumentale del sito; si spera infatti di recuperare maggiori notizie in merito all'impianto della villa romana e della prima chiesa paleocristiana di San Marco a Rota. Lo sviluppo successivo avvenne con i longobardi di Arechi I, dove si ha notizia di un primo consistente popolamento della Valle, con la fondazione di diversi villaggi che ancora oggi la caratterizzano. Dell'invasione longobarda fu proprio Rota - intorno al 640 - a subirne le conseguenze. Infatti il complesso urbano-rurale venne distrutto allorché gli abitanti del luogo osarono tagliare la strada alle truppe di Arechi, dirette verso Salerno. E' accertato che Rota già nel IX secolo fosse un centro con una sua autonomia. Per comprendere l'importanza di Rota basta pensare che nell'840 la provincia di Salerno era formata dai gastaldati di Conza, Sarno, Lucania (Cilento), Rota e Salerno. Il vero sviluppo però si ebbe all'indomani della conquista Normanna dei Territori ad opera di Roberto il Guiscardo. Il condottiero Normanno assegnò il governo della valle ad uno dei Conti della sua corte, tal Turgisio, il quale assunse il nome di Turgisio de Rota. Era il 1066 e Turgisio appena insediatosi cominciò a depredare e conquistare tutti i territori limitrofi a quelli a lui assegnati, di cui molti di proprietà della potente Abbazia di Cava, la quale impose al Papa la scomunica di Turgisio. All'epoca la scomunica era un atto gravissimo e Turgisio per ottenere il perdono e la riabilitazione del Papa acquistò una reliquia di San Severino come atto di sottomissione al potere della chiesa assumendo da quel momento il nome di Troisio Sanseverino. Questo fu l'inizio di una dinastia tra le più importanti del meridione che per cinque secoli governò la Contea più grande del Regno di Napoli. I territori governati dai Sanseverino nel corso dei secoli si estesero per tutto il Cilento e la Basilicata, fino ad arrivare in Calabria e nelle Puglie. La Famiglia Sanseverino ricoprì i ruoli più importanti del Regno fino ad assumere i gradi di Vicerè, ma la loro potenza li spinse da sempre alla ricerca di una continua voglia di indipendenza ed autonomia dal potere Reale, in particolare della Casa Reale Spagnola, rendendosi protagonisti più volte di ribellioni e congiure. Questo astio con la casa reale spagnola li portò più volte a perdere i propri privilegi, sempre riconquistati fino al 1553 allorquando Ferrante Sanseverino Principe di Salerno si oppose a Carlo V ed all'inquisizione spagnola, guadagnando l'espulsione, la perdita di tutti i beni e la condanna alla dimenticanza perenne (Dannatio Memoria). Solo a partire dal 1924, ad opera di un prete dell'Abbazia di cava, Don Gregorio Portanova, originario di Mercato San Severino, ci è cominciato lo studio e la ricostruzione delle vicende di questa potente e meravigliosa famiglia che ci ha lasciato in eredità tante opere, monumenti e chiese sia nel comune di Mercato San Severino che nei luoghi da loro governati. Basti citare Il castello Marchiaroli a Teggiano, La Certosa di San Lorenzo a Padula o la Chiesa del Gesù a Napoli.

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