Armento

Basilicata
Armento(PZ)
IL BORGO SENZA VELI!
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Armento(PZ)
IL BORGO SENZA VELI!
Le prime notizie sulle sue origini risalgono al periodo della colonizzazione greca, quando i coloni penetrati nel territorio della costa ionica, si spinsero verso l'interno e ne occuparono la vallata e le alture del fiume Agri. Fu più volte saccheggiata dai Saraceni. Appartenne ai Longobardi, che risiedevano a Salerno. Dalla metà dell' XI secolo, fu donata dai Normanni al Vescovo di Tricarico. Successivamente, fu sottoposta al dominio delle famiglie Sanseverino e Carafa.
Il paese, nel 1850, fu distrutto quasi del tutto da una frana.
Si presume che originariamente il suo nome fosse CALESA, mentre l'attuale nome ARMENTO deriverebbe da "ARIMIENTO" che significa "terra da pascolare". Secondo altre fonti ARMENTO deriva da "ARMAMENTARIUM", indicato come luogo di deposito di munizioni e come fabbrica di armi.
Testimonianza della presenza greca in questo territorio sono i ritrovamenti di alcuni vasi di ceramica risalenti al VII-IV sec. a.C., e altri oggetti in bronzo, in rame, in oro e argento, scoperti in località Serra Lustrante. Reperti che oggi sono conservati nei più importanti musei d'Europa: Parigi, Londra, Vienna, Leningrado e Napoli. A Monaco si trova la famosa Corona di Critonio, fatta con foglie e rami d'ulivo e d'alloro intrecciati, scoperta alla fine del 1700.
Di grande interesse artistico è la chiesa di S. Luca Abate, che conserva numerose opere appartenenti al Monastero Basiliano, in particolare un trittico che rappresenta la Madonna col Bambino e i Santi Luca e Vitale. Molto bella é anche la Chiesa Madre, che conserva un polittico del XVI sec. e un quadro della Madonna del 1600.
Caratteristica è la cappella di San Vitale in cui sono conservati affreschi raffiguranti episodi della vita del Santo del 1630, ed un quadro del Crocifisso con San Nicola e San Michele Arcangelo.
Interessante é anche la cappella di Sant'Antonio che conserva affreschi raffiguranti la Madonna Assunta in Cielo, e la Cappella di San Luca che conserva oltre un quadro su tela del XVIII sec. raffigurante la Madonna con Santo Stefano e San Lorenzo, anche la statua lignea di San Vitale del XVIII secolo.
Il piccolo paese è un centro di richiamo religioso in quanto sede del Palazzo Vescovile, dimora estiva del Vescovo di Tricarico.
Il piccolo borgo è sede del Palazzo Vescovile, dimora estiva del Vescovo del borgo di Tricarico (MT). Questo lo ha reso, nel tempo, un centro di richiamo religioso e di forte spiritualità.
I numerosi tesori archeologici rinvenuti ad Armento sono conservati oggi nei musei di Policoro, Potenza, Napoli, Monaco di Baviera, Londra e Boston.
Ancora oggi, nel dialetto armentese, perdura qualche locuzione greca risalente al periodo di colonizzazione dei Greci.
La Corona di Kritonios, rinvenuta nel 1814, è un capolavoro di oreficeria che ha il pregio di aver avviato la ricerca archeologica in Basilicata, ma al contempo anche la triste stagione del trafugamento di beni all'estero.
E' del 2019, il ritrovamento di una preziosissima tavola in legno di "San Leonardo", dipinta a tempera, che sembrerebbe risalire al XV secolo. L'immagine, oggi custodita nella Chiesa di San Luca Abate, era stata trafugata nel 1972, provocando uno shock nella comunità del borgo che nutriva una forte devozione nei confronti del "Santo delle catene”.
Alberi (2013) — Nel 2013, il regista milanese Michelangelo Frammartino ha girato ad Armento il film sugli Eremiti dei boschi intitolato "Alberi", con gli abitanti del borgo come attori. Il film è stato presentato in anteprima al MoMa PS1 nel programma del Tribeca Film Festival di New York.