Guardia Perticara

Basilicata
Guardia Perticara(PZ)
IL BORGO IN PIETRA!
Basilicata
Guardia Perticara(PZ)
IL BORGO IN PIETRA!
Il borgo di Guardia Perticara pare fosse abitato già prima dell'era cristiana. I ritrovamenti della necropoli in Contrada San Vito risalgono ad un periodo a cavallo tra l'età del Bronzo e l'età del Ferro (XVII-IX sec. a. C.). Questi villaggi di capanne erano abitati dagli Enotri, e posti sull'alto dei colli, in posizione di controllo del territorio. Da pastori e agricoltori, a partire dal VII secolo a.C. questi intrapresero rapporti con i mercanti delle colonie greche sulle coste dello Jonio, arricchendosi, come si evince dai corredi funebri, dal vasellame e dai tanti altri oggetti rinvenuti, di chiara influenza ellenica. Le famiglie locali, dunque, attingevano usi e costumi sì dal mondo greco, ma anche da quello tirrenico ed etrusco poiché la posizione delle vallate del Sauro e dell'Agri favoriva i flussi attraverso l'Appennino.
Un primo insediamento fortificato, nel periodo bizantino e longobardo (X-XI secolo), si formò in forma concentrica sulla collina del Castello. Il nome "guardia" fa appunto presupporre la presenza di un fortilizio in posizione strategica.
Nel X secolo, con gli asceti basiliani, le colline e le campagne di Guardia vennero riscoperte anche per la loro spiritualità, oltre che sotto il profilo agricolo e stanziale.
In epoca svevo-normanna (XI-XIII secolo), il territorio di Guardia visse una fase di espansione, con la formazione del nucleo attorno alla odierna Chiesa Madre e lungo la parte esterna dei bastioni a ovest.
Il nome completo del borgo - Guardia Perticara - comparve per la prima volta in un atto angioino del 1306; seguiranno una lunga serie di assegnazioni feudali, la più duratura delle quali fu quella dei Carafa, di discendenza spagnola, protrattasi fino al 1638.
L'ultima fase, tra il XVII e il XIX secolo, interessò invece il Casale sulla pendice su-occidentale e, in particolar modo, il dorso dello sprone collinare, con la nascita di palazzine nobili lungo l'attuale Via Garibaldi.
Il malgoverno borbonico diede il via al fenomeno del brigantaggio, cui seguono le aspirazioni rivoluzionarie e repubblicane represse sul finire del XVIII secolo, e i danni del terremoto del 1857 con conseguente esodo migratorio.
Il terremoto dell'Irpina del 1980 colpì duramente la Basilicata e anche Guardia Perticara, che però seppe operare una ricostruzione esemplare e fedele.
Per le sue qualità turistiche e ambientali, nel 2011 Guardia Perticara si è aggiudicata la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Un rapporto di Legambiente colloca Guardia Perticara al primo posto nella classifica della raccolta differenziata, tra i paesi lucani aventi meno di mille abitanti.
Secondo una leggenda, a seguito del crollo della primitiva cittadina di Perticara sul monte Petrino, la popolazione si sarebbe dispersa in tre abitati: Altamura, Guardia Perticara e Corleto Perticara. Guardia avrebbe accolto i nobili del tempo.
Le eccellenze gastronomiche del territorio di Guardia Perticara provengono dagli allevamenti locali: carni di agnello, capretto, mucca podolica. Non solo, particolarmente pregiate sono le specialità ottenute dalla lavorazione del maiale, ovvero salsicce, soppressate, capicolli. Tra i latticini, da non perdere sono il caciocavallo, il pecorino e la ricotta da gustare col miele locale. Ottimi anche i prodotti da forno come i biscotti, il pane, la "strazzatella" (una specie di pizza) e la "chizzola" (il pane pasquale). Vi è poi lo squisito olio extravergine di oliva del Sauro, dotato di un disciplinare di qualità. Tra le piante spontanee, liquirizia e rafano sono largamente utilizzate. Il piatto tipico sono i cosiddetti ferricelli al sugo di carne di maiale, sul quale a Carnevale si è soliti cospargere il rafano al posto del pecorino.
Tra gli illustri cittadini del borgo figura l'insigne medico Prospero Guidone, nato nel 1863. Quale docente di chirurgia della Regia Università di Napoli, si distinse nel campo della cardiologia inventando la "pinza", che prese il suo nome per interventi su organi parenchimali. Fu eletto deputato al Parlamento del Regno, ed una lapide all'Ospedale Loreto Mare di Napoli, lo ricorda: è proprio lì che morì nel 1922.
Nei dintorni di Guardia, potrete visitare le grotte basiliane, i ruderi dell'antica città di Turri e il Bosco comunale Amendola, 500 ettari di macchia mediterranea.
Apparizioni cinematografiche
Guardia Perticara venne scelta dal grande regista Francesco Rosi, tra le location dove ambientare alcune delle più toccanti scene del suo film "Cristo si è fermato a Eboli" (1979), tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Levi. Un murale in Via Garibaldi raffigurante attori e comparse, ricorda l'evento che interessò le scene della piazza (nell'odierna Piazza Europa, prima Piazza del Popolo), della casa del Podestà e della chiesa.
Anche Rocco Papaleo, nel 2010, decise di ambientare a Guardia Perticara qualche sequenza del suo film "Basilicata coast to coast".
Alcune puntate di un reality della tv brasiliana sono state ambientate proprio in questo piccolo borgo lucano.