Gavoi

Sardegna
Gavoi(NU)
IL BORGO DEL FIORE SARDO DOP!
Sardegna
Gavoi(NU)
IL BORGO DEL FIORE SARDO DOP!
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A Gavoi si costruiscono ancora oggi alcuni tra i più arcaici strumenti musicali sardi: i "Sos Tumbarinos" di pelli di cane, capra e asino, gli zufoli di canna palustre, i triangoli di ferro battuto. Gli abitanti sono soliti suonarli accompagnati dai balli tradizionali durante le feste, in particolare il Giovedì grasso.
In questo borgo della Barbagia di Ollolai si parla la variante del sardo nota come "nuorese barbaricino". ll barbaricino parlato presenta fenomeni particolarmente caratteristici come ad esempio i cosiddetti "colpi di glottide" in sostituzione del -k-, e una spiccata elisione della consonante iniziale f.
Il granito è una diffusa pietra locale, lavorata dai "sos picaperderis", ovvero i tagliatori di pietre.
Un tempo questo borgo era noto per la produzione di speroni e di morsi per cavalli, per quella di coltelli, e per la fabbricazione e commercializzazione dei tessuti di orbace ad opera dei "sos Zillonarjos", venditori ambulanti che si spostavano a cavallo per tutta la Sardegna.
Un'altra tradizione secolare, oggi riprodotta dagli abili artigiani di Gavoi, è quella degli orafi e degli argentieri, che vendevano i propri manufatti in tutta l'Isola.
Il territorio di Gavoi, abitato fin dalla Preistoria, è disseminato di monumenti archeologici: menhir, domus de Janas e nuraghi. Tra questi, uno spettacolare e possente menhir situato nei pressi del Santuario di Sa Itria (a circa 10 km da Gavoi), detto "Sa perda longa". Questo monolite di granito, alto fuori terra 3,60 metri, risale a circa 5000-6000 anni fa.