Navelli

Abruzzo
Navelli(AQ)
IL BORGO DELLO ZAFFERANO
Abruzzo
Navelli(AQ)
IL BORGO DELLO ZAFFERANO
La nascita del borgo di Navelli è databile tra l'VIII ed il X secolo, quando nove villaggi - ciascuno associato ad una chiesa - si unirono; sembra infatti che in origine il nome del borgo fosse Novelli, essendo appunto l'unione di nove villaggi. Dopo le crociate in Terra Santa, gli abitanti decisero di mutare il nome in Navelli, introducendo una nave con la banderuola crociata nello stemma, in ricordo della loro partecipazione all'evento.
Il paese vantava una posizione strategica lungo la Via degli Abruzzi, che gli consentì nel 1300 di assumere sempre più importanza, potendo assicurare gli scambi commerciali tra Firenze e Napoli. Lo zafferano, prodotto al tempo nella piana dalla famiglia Santucci, divenne subito una delle principali economie della provincia dell'Aquila.
Con la guerra dell'Aquila nel 1423, fu assediato e costretto alla resa, senza mai però essere espugnato come ricorda la frase nello stemma del Comune: «Navellorum Merito Coronata Fidelitas». La guerra si concluse nel 1424, e Navelli fu ricompresa nell'arcidiocesi dell'Aquila per volere di papa Martino V.
Nel 1456 e nel 1461 subì gravi danni dai terremoti che si verificarono rispettivamente nel Sannio e all'Aquila, e fu quindi ricostruito, dotandosi nel 1498 di una cinta muraria fortificata.
Nel VI secolo, il commercio dello zafferano dell'Aquila si intensificò in maniera esponenziale, grazie al suo impiego nella cucina rinascimentale, spingendo il paese ad estendersi verso la piana.
Con la feudalizzazione, il territorio di Navelli divenne feudo dei Caracciolo di Napoli, che costruirono il Palazzo Baronale sulle rovine dell'antico castello; passò poi ai Gregori di Collepietro e ancora ai Conti dei Marsi.
Nel 1656, una grave epidemia di peste colpì la popolazione che passò a 200 abitanti su 1000, come attesta l'epigrafe sulla facciata della chiesa del Suffragio, edificata proprio dopo l'evento. Nel 1703, Navelli fu nuovamente danneggiato dal terremoto dell'Aquila.
Con l'unità d'Italia nel 1860, Navelli fu ricompreso nella provincia dell'Aquila incorporando il limitrofo borgo di Civitaretenga.
Dopo il secondo conflitto mondiale, l'abbandono della pastorizia e della transumanza e l'assenza di una industrializzazione dell'Altopiano, determinarono un galoppante spopolamento che ancora oggi affligge il borgo.
La Torre civica di Civitaretenga, con l'orologio, è crollata in seguito al terribile sisma del 2009.
Il turismo della zona, oltre che artistico, culturale ed enogastronomico, è anche escursionistico, grazie alla conservazione dell'Altopiano naturale, che si presta ad escursioni nelle piccole aree boschive presenti.
Un segno piccolo ma importante è stato lasciato a Navelli da Emanuele Luzzati, pittore, illustratore e scenografo di fama internazionale: un disegno della corte di Palazzo Santucci, dov'era ospitata una sua mostra.
Presso l'area cimiteriale di Santa Maria in Cerulis vi è un interessante sito archeologico: la Necropoli di Navelli (II-I secolo a.C.).
Gli scorci e i paesaggi del borgo di Navelli sono stati una forte fonte di ispirazione del pittore vastese Luigi Martella, la cui amata moglie era originaria di Navelli.
Ladyhawke (1985) — Diretto da Richard Donner e con protagonisti M. Broderick, R. Hauer e M. Pfeiffer, è stato interamente girato in Abruzzo. I produttori, per dare al film richiami francofoni, cambiarono il nome.
«Giornalista, viaggiatore e scrittore Gian Luigi Piccioli ha pubblicato diversi romanzi, il più noto dei quali è Epistolario collettivo (1973), nel quale descrive il piccolo borgo montano di Navelli, di cui è originario. Attraverso una serie di lettere anonime che delineano le caratteristiche culturali, storiche e sociali della comunità dalla fine dell'Ottocento fino al 1970, rappresenta la proiezione simbolica di tutte le piccole comunità del tempo.» — Gian Luigi Piccioli - Epistolario collettivo, 1973