Scido

Calabria
Scido(RC)
IL BORGO DEL LEGNO E DELLE PIPE ARTISTICHE!
Calabria
Scido(RC)
IL BORGO DEL LEGNO E DELLE PIPE ARTISTICHE!
L'etimologia del nome Scido deriverebbe da Skidon, scheggia di legno, toponimo di origine bizantina. Anche se non confermato, pare infatti che il nome prenda origine dai dintorni boschivi e dalle attività della sua popolazione, da secoli legata esclusivamente alla lavorazione del legno.
Scido ha origini bizantine, ma alcune tracce fanno presupporre che l'area fosse occupata fin dall'epoca greco-romana. Nel 951 d.C, durante un'invasione araba, gli abitanti fuggirono verso l'entroterra, dando origine al borgo di Scido.
Fino alla fine del Quattrocento è stato feudo dei conti di Sinopoli per poi passare alla famiglia degli Spinelli, con la quale il paese conobbe il periodo di maggiore splendore.
Il terribile terremoto del 1783 rase il borgo quasi completamente al suolo. Ricostruito con devozione dai suoi abitanti, sotto i Borbone fu accorpato al Comune di Santa Cristina dal quale si separò soltanto nel 1837.
Adiacente a Palazzo Ruffo, vi è il Museo della Civiltà Contadina, custode delle testimonianze degli antichi mestieri. Volto a diffondere la conoscenza della cultura locale, il Museo ospita - ra le altre cose - i "Giganti" che nel giorno dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono San Biagio sfilavano per le vie del paese a ritmo di tamburi.
Tra le numerose testimonianze storiche presenti nel paese, vi sono un antico vicolo ancora oggi transitabile nel Rione S. Nicola, e due antichi portoni a raggiera costruiti con grosse pietre levigate, dei quali uno si trova a Palazzo Ruffo-Romei in via Vittorio Emanuele e l'altro a Palazzo Zampogna in via Fiume.
Dall'abitato di Scido si possono raggiungere i Piani di Junco, crocevia per l'escursioni naturalistiche nella parte occidentale del Parco Nazionale d'Aspromonte. I Piani di Junco sono infatti caratterizzati da abbondante acqua, estese faggete e - con un'altezza di 950 m s.l.m. - consentono di ammirare sia il Mar Jonio che quello Tirreno, comprese le isole Eolie.
Il Sentiero nr. 4 è un percorso escursionistico che arriva fino al Vallone Lo Schiavo e subito dopo al frantoio Cresarini, con il caratteristico ponticello in ferro e legno.
Tra le specialità gastronomiche tipiche di Scido vi sono i certamente i "Pappaluni", gustosissimi fagioli di produzione locale. Ne esistono due qualità, una più piccola e con varie sfumature, che si usa per le zuppe e la pasta e fagioli; l'altra più grande e bianca, che si presta bene alla preparazione di contorni e minestre. Durante la "sagra da carni i crapa e pappaluni", che si svolge ogni anno il 17 agosto, si potranno gustare sia i pappaluni che altri piatti tipici che ricordano gli antichi sapori e le usanze aspromontane.
Il libro Scido cammino di una comunità, del 1993, è stato scritto da Don Santo Rullo, un uomo di grande cultura e sensibilità che è stato Parroco del paese, e che ha saputo portare alla luce le radici storiche del paese.