Tossicia

Abruzzo
Tossicia(TE)
IL BORGO CON LA MADONNA SDRAIATA
Abruzzo
Tossicia(TE)
IL BORGO CON LA MADONNA SDRAIATA
Le origini del borgo di Tossicia non sono purtroppo documentate con esattezza. Si sa del ritrovamento di tombe dell'età neolitica; si sa della presenza di Etruschi poiché il nome di Tozzanella deriverebbe da Tuscianella; e si sa della presenza di diversi nuclei abitati in epoca romana per l'esistenza di un antico tempio romano sulla montagna di Tossicia.
Secondo alcuni studiosi la creazione del villaggio di Tossicia fu opera del Barone Tosia di Ornano che vi si stabilì nell'800, costruendo una villa attorno alla quale si sviluppò man mano il borgo.
Notizie certe si iniziano ad avere a partire dall'anno 1148.
Nel periodo del Basso Medioevo, il paese è stato un possedimento della famiglia dei conti di Pagliara (de Palearia), della stirpe dei Conti dei Marsi, i cui discendenti furono nell'anno mille San Berardo, vescovo e patrono della città di Teramo, e sua sorella eremita Santa Colomba, ancora oggi venerata nel borgo.
Nel 1217, arrivò a Tossicia anche San Francesco d'Assisi, inviatovi per sedare la lite tra i baroni locali che si contendevano il dominio sul territorio.
Dal 1266 al 1293 fu feudo della Contessa di Manoppello, Tommasa di Pagliara. Nel XIV secolo, passò agli Orsini, il cui dominio fu interrotto durante la discesa di Carlo VIII in Italia, quando le milizie aquilane si schierano con i francesi e devastano e occupano Tossicia. Il borgo e la Valle Siciliana furono però restituiti agli Orsini nel 1502 da Luigi XII.
Nel 1526, la nobile famiglia dei marchesi spagnoli Alarcon y Mendoza entrò in possesso della Valle, grazie a Carlo V che l'aveva ricevuta in dono e la cedette a Don Ferdinando (o Ferrante) Alarcon, condottiero spagnolo che si era distinto nell'assedio di Pavia del 1525. La famiglia spagnola, che abitava in quello che oggi è noto come Palazzo Marchesale, esercitò il proprio dominio fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte abolì la feudalità e Tossicia divenne Comune.
In seguito all'Unità d'Italia nel 1861, Tossicia fu teatro di scontri sanguinosi fra la Guardia Nazionale e le bande dei briganti fedeli ai Borboni che invasero più volte il paese.
Il borgo di Tossicia è stato colpito da vari terremoti che ogni volta hanno causato al borgo ingenti danni (nel 1804, nel 1950, nel 2009, e più recentemente nel 2016-2017).
Nel piccolo borgo si trovava la Statua della Madonna della Provvidenza che fu trafugata da ignoti e recuperata soltanto nel 1978, grazie ad una devota tossiciana che, guardando un programma televisivo, la riconobbe. L'opera fu acquistata sul mercato antiquario di Londra, con il contributo della banca TERCAS, ed è attualmente custodita e protetta presso il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, in seguito al terremoto del 2009 che rese la Chiesa di Santa Sinforosa inagibile.
La particolarità della Madonna della Provvidenza detta anche Madonna Sdraiata è la sua posizione, appunto, sdraiata, considerata «una visione troppo intima della religiosità». Ne esiste soltanto un'altra nella stessa inconsueta posizione e si trova sempre nella regione abruzzese, esattamente nel borgo di Assergi.
In passato, l’attività dei ramai o calderai era anche itinerante: esportavano oggetti e manodopera, frequentavano fiere e mercati, si spostavano per effettuare riparazioni e stagnature in una vasta area dell’Italia centro-meridionale, verso Molise, Lazio e Marche.
Presso Selva degli Abeti si può ammirare un esempio raro di abete bianco autoctono.
Secondo una leggenda, accanto a Palazzo Marchesale, vi era un'antica fonte dedicata ad un oracolo che proteggeva gli abitanti del borgo e che dava perfino consigli agli imperatori dell'epoca.
A Tossicia vi è un grande centro ippico in allestimento, con maneggio coperto di 1980 mq. e 1100 posti a sedere e maneggio scoperto di 3000 mq. più scuderie con 32 box.
Paesedentro (2019) — Il film-documentario, diretto dai registi Marco Chiarini e Maurizio Forcella, racconta l’entroterra abruzzese attraverso gli occhi di 80 ragazzi, tra i quali gli studenti di Tossicia.
«Tu sei Esperina Viola, mia madre. Come una viola sei nata il venticinque marzo millenovecentoquarantadue, in una casa al confine tra i due piccoli comuni di Colledara e Tossicia" [...] Stavi dove nasce il vento, un posto luminoso e aspro, con le montagne a fare da quinta. Era aspra anche la gente" [...] Terra povera, ancora, fatta di campi scoscesi, alcuni molto lontani fra loro [...]» — Donatella Di Pietrantonio in «Mia madre è un fiume» (Premio Strega 2011), 2010