Posta al centro del tessuto urbano di Corleto Perticara, la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta costituisce il principale edificio di culto del paese e rappresenta un significativo esempio di architettura sacra lucana tra XVII e XIX secolo, rimaneggiata nel tempo con interventi di restauro e abbellimento che ne hanno definito l’attuale fisionomia.
Cenni storici
Le origini della chiesa risalgono con ogni probabilità alla fine del Seicento, periodo di intensa attività edilizia religiosa nel territorio. Nei secoli successivi, in particolare nel XIX e nel XX secolo, l’edificio ha conosciuto diversi interventi di ampliamento e restauro, che hanno interessato sia la struttura architettonica sia l’apparato decorativo. Un importante restauro risale al 1966, quando la facciata fu impreziosita dai rilievi in stucco realizzati dal pittore e scultore Sebastiano Paradiso.
Esterno
La facciata, rivolta ad ovest, si articola in tre settori verticali, con una parte centrale più elevata che accoglie il portale principale e il rosone superiore, mentre ai lati si aprono due portali minori, simili per disegno ma di dimensioni ridotte. Tutti e tre i portali sono incorniciati in pietra chiara e sormontati da lunette ogivali entro cui si inseriscono i rilievi di Paradiso, raffiguranti San Francesco, la Madonna con cherubini e San Rocco, santi molto venerati nella tradizione locale.
Il paramento murario è in mattoni a vista disposti a corsi orizzontali, secondo una soluzione sobria che conferisce equilibrio all’insieme. Particolarmente pregiati sono i portoni lignei intarsiati, opera del maestro ebanista Domenico Donnoli e dei suoi figli, che testimoniano la vitalità artigiana di Corleto nel Novecento.
Accanto alla chiesa si eleva il campanile, impostato su due ordini e concluso da una caratteristica cupola arabeggiante, elemento di gusto eclettico che conferisce un tocco di originalità all’intero complesso architettonico.
Interno
L’interno, ampio e solenne, si sviluppa secondo una pianta a tre navate scandite da pilastri e archi a tutto sesto. Le superfici sono arricchite da altari in marmo e stucco policromo, in gran parte realizzati tra Settecento e Ottocento, destinati al culto di vari santi e Madonne. Alcuni di essi erano posti sotto il patrocinio delle più influenti famiglie corletane, come i Riario Sforza, il cui stemma gentilizio – con il caratteristico biscione sforzesco – è ancora oggi visibile su uno degli altari laterali.
Tra le opere di maggiore interesse spiccano le statue lignee dei santi patroni, esempi significativi della scultura meridionale del XVIII secolo.
la statua della Madonna Assunta (post 1700 – ante 1799), realizzata in legno intagliato e dipinto, rappresenta la Vergine in piedi su un banco di nubi, nell’atto di ascendere al cielo. La figura, dal corpo slanciato e dallo sguardo estatico rivolto verso l’alto, è avvolta in una veste ornata da motivi floreali e in un ampio manto azzurro, che conferisce movimento e solennità alla composizione. Il capo è cinto da una corona di stelle, simbolo dell’Assunzione celeste. La scultura si distingue per una soluzione compositiva ariosa, sebbene l’effetto dinamico risulti in parte attenuato dall’irrigidirsi del panneggio, caratterizzato da pieghe profonde e geometriche. L’espressione del volto, contenuta e idealizzata, richiama la sensibilità devozionale del Settecento napoletano, improntata a un equilibrio tra grazia e compostezza. L’opera appartiene con ogni probabilità a una bottega meridionale di discreto livello artistico. Originariamente, la figura era completata da un gruppo di cherubini lignei alla base, purtroppo trafugati nel 1976.
la statua di San Rocco (post 1700 – ante 1799), anch’essa in legno policromo, posta su una base poligonale modanata. Il santo è rappresentato a figura intera, nell’atto di sollevare un lembo della veste marrone per mostrare il bubbone sulla gamba sinistra, simbolo della peste da lui guarita miracolosamente. Ai suoi piedi, un piccolo cane tiene tra i denti un pezzo di pane, richiamo al celebre episodio agiografico in cui un cane gli portava ogni giorno da mangiare durante la malattia.
L’opera, di notevole equilibrio volumetrico, mostra una cura particolare nei dettagli anatomici del volto e delle mani, mentre appare più convenzionale nella resa del panneggio. Il modellato, pur nella sua semplicità, è vigoroso e coerente, e riflette un linguaggio figurativo vicino alla scuola napoletana del XVIII secolo, con accenti di naturalismo attenuati da una sensibilità popolare e narrativa.
Entrambe le statue, pur nella loro sobrietà, rappresentano il vertice della scultura devozionale corletana e costituiscono un riferimento costante nella vita religiosa del paese: la Madonna Assunta viene solennemente onorata il 15 agosto, mentre San Rocco, compatrono e protettore contro le epidemie, è al centro delle celebrazioni estive più sentite dalla popolazione.
Considerazioni artistiche
La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta custodisce dunque un patrimonio artistico che riflette, nella sua stratificazione, la storia della comunità corletana: una fede radicata, una committenza colta e una tradizione artigiana capace di dialogare con i linguaggi figurativi dell’Italia meridionale. L’edificio, pur nella sua sobrietà architettonica, si distingue per la qualità delle opere scultoree e decorative che ne arricchiscono l’interno, offrendo un coerente esempio di arte sacra lucana tra barocco e neoclassicismo popolare.

