Situata nel rione Capolaterra, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità di Corleto Perticara, sintesi di fede, storia e rinascita.
L’attuale edificio, inaugurato nel 1958, sorge sulle rovine dell’antica chiesa omonima, distrutta dai bombardamenti aerei del 1943 durante la Seconda guerra mondiale.
Le origini del complesso risalgono al 1596, quando Roberta Carafa, duchessa di Maddaloni, fece edificare il convento di Santa Maria Maddalena, con annessa la cappella di Santa Maria delle Grazie, destinata ai frati Agostiniani.
Pochi mesi dopo, il complesso passò ai Frati Minori dell’Osservanza, che lo dedicarono a Sant’Antonio da Padova, dando avvio a una lunga tradizione francescana nel paese.
Nel dopoguerra, il Ministero dei Lavori Pubblici promosse la costruzione del nuovo edificio sacro, completato nel 1958.
Successivi interventi di restauro furono realizzati nel 1978 (ripristino degli intonaci interni e installazione dell’altare rivolto verso il popolo) e tra il 1980 e il 1987, a seguito del terremoto dell’Irpinia, con la costruzione di contrafforti esterni in pietra squadrata per il consolidamento strutturale.
Architettura esterna
La chiesa presenta un linguaggio architettonico moderno e lineare, caratterizzato da sobrietà e simmetria.
La facciata principale, rivolta a sud e rivestita in travertino, è scandita da quattro lesene che delimitano la parte centrale arretrata, nella quale si aprono il portale d’ingresso e un ampio finestrone ad arco che illumina la navata.
A fianco del presbiterio si erge il campanile, elemento slanciato che riprende le proporzioni e lo stile contemporaneo dell’intero complesso.
Interno
L’interno, a navata unica, si distingue per ampiezza e luminosità. Il percorso culmina nel presbiterio rialzato di tre gradini, concluso da una nicchia semicircolare.
Le pareti laterali sono scandite da nicchie ad arco con oculi circolari, alternate a finestre superiori ad arco che creano un diffuso effetto di luce naturale.
Sul lato sud si trova un soppalco ligneo che ospita l’organo.
L’insieme si caratterizza per la chiarezza spaziale e l’assenza di decorazioni eccessive, in linea con lo spirito liturgico sobrio del periodo postconciliare.
Struttura e copertura
Le strutture portanti sono in calcestruzzo armato, con tamponamenti in muratura intonacata.
La copertura a due falde è sostenuta da quattro capriate in cemento armato a vista, che evidenziano la razionalità costruttiva e la solidità dell’impianto.
Valore simbolico e opere d’arte
La Chiesa di Sant’Antonio da Padova è oggi il cuore spirituale e identitario di Corleto Perticara.
Il suo rinascere dalle rovine belliche ne fa un simbolo di resilienza collettiva, fede e speranza.
All’interno si conservano due importanti opere d’arte di epoca sette-ottocentesca, la Madonna con Bambino e Santi e Sant’Antonio da Padova con il Bambino, oltre ad altre opere.
Madonna con Bambino e Santi
Dipinto ad olio su tela, XVIII secolo – Ambito napoletano
Il grande dipinto raffigura la Madonna con il Bambino assisa su dense nubi, circondata da San Giuseppe in atteggiamento orante, San Donato in abiti vescovili (affiancato da due angioletti con una mezzaluna e un calice), e San Gennaro, accompagnato da un angioletto che regge il Vangelo. In basso, un putto dormiente chiude la composizione con grazia.
L’opera, di ambito napoletano, rivela una costruzione solida e classicista, arricchita da inflessioni rococò riconducibili alla scuola di Paolo de Matteis. Le tonalità calde e le ampie pennellate creano un’atmosfera di intensa luminosità e devozione.
Sant’Antonio da Padova con il Bambino
Statua lignea policroma con aureola in argento, XIX secolo – Bottega dell’Italia Meridionale
La statua lignea del santo titolare, con occhi in pasta vitrea e aureola in argento sbalzato, raffigura Sant’Antonio in saio francescano, ritto su una nube mentre regge il Vangelo su cui siede il Bambino Gesù benedicente.
Opera di bottega meridionale, è caratterizzata da una dolcezza espressiva e da un modellato statico ma armonioso, ancora legato alla tradizione tardo barocca.
Ogni 13 giugno, il simulacro viene portato in processione solenne tra le vie del paese, in una delle feste religiose più sentite di Corleto Perticara.
Altre opere
Sulla navata centrale spicca un mosaico del 1958, raffigurante un miracolo di Sant'Antonio - "La predica ai pesci" - opera del maestro Antonello Leone di Montemurro. Lo stesso artista ha realizzato anche i 14 quadri della via crucis. Altre interessanti opere sono quelle realizzate dal maestro Antonio Cirelli di Montemurro, ovvero il pannello sotto la mensa raffigurante l'Ultima cena, quello sotto l'altare di sinistra raffigurante Cristo che parla alla folla, e quello sotto l'altare di destra raffigurante la deposizione nel sepolcro.

