Balvano

Basilicata
Balvano(PZ)
IL BORGO DELLE ARRAMPICATE
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Balvano(PZ)
IL BORGO DELLE ARRAMPICATE
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Sull'origine del nome del borgo sono stata avanzate diverse ipotesi, due quelle più plausibili: secondo alcuni "Balvano" sarebbe collegato a un Fundus Balbiani o Praedium Balbanum, cioè il fondo appartenente alla famiglia Balbia da cui sarebbe derivato Balbanus, che successivamente è diventato "Balvano"; secondo altri il nome farebbe riferimento alla posizione topografica del borgo e deriverebbe dalla parola latina "balua", cioè "baluardo", "fortezza", ipotesi supportata dalla raffigurazione presente sullo stemma che ritrae una torre tra le rocce.
Balvano è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile per lo spirito di sacrificio, l'impegno civile e la grande dignità mostrati dagli abitanti nella ricostruzione del proprio tessuto sociale, economico e abitativo in seguito al disastroso terremoto dell'Irpinia del 1980.
Nel territorio del borgo si trova una fiorente zona industriale, caratterizzata dalla presenza di molte aziende locali e foranee, come la Birra Lucana srl, produttrice della Birra Morena, e soprattutto uno stabilimento della Ferrero, dove sono prodotti i Nutella Biscuits.
Il territorio è tristemente noto per il "disastro di Balvano": nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, in una galleria poco distante dalla stazione del borgo, si verificò uno dei più gravi incidenti ferroviari per numero di vittime accaduto in Italia, nonché uno dei più terribili disastri ferroviari della storia, in cui rimase coinvolto il convoglio 8017 del treno Battipaglia-Potenza.
Il borgo ha dato i natali a diversi personaggi illustri, tra cui figurano Frate Bernardino da Balvano, vissuto tra il XV e il XVI secolo, predicatore della Parola di Dio e primo Ministro della Provincia della Basilicata, e l'astrologo Cristiano Proliano, nato a Balvano nella prima metà del Quattrocento, autore dell'opera "Breve astrologiae compendium" con la quale mirava a spiegare ai suoi giovani discepoli la scienza astrologica. Originaria di Balvano era anche la famiglia De Lilla, conosciuta soprattutto per il forte impegno profuso dalla figlia Severina De Lilla a favore dell'educazione dei bambini, sin dall'infanzia: fu fondatrice a Bari dell'Istituto "Regina Elena", un istituto femminile per la formazione delle donne e la loro emancipazione.
Una tradizione ancora viva tra gli artigiani locali è quella riguardante la lavorazione e la realizzazione manuale di manufatti mediante l'uso dei rami di salice: cesti, panieri e "spasette" – spianate circolari usate per stendere la pasta fatta in casa lasciandola ad asciugare – sono alcuni degli oggetti realizzati dalle sapienti mani dei maestri artigiani.
A Balvano, il 10 giugno e il 10 novembre di ogni anno, si svolgeva l'antica fiera del bestiame – oggi ridotta ad un semplice mercato di abbigliamento – che costituiva un'occasione di riunione e di festa per la gente di campagna e di paese.
I sapori della tavola balvanese sono quelli tipici e genuini della civiltà contadina: tra i prodotti tradizionali vi sono i salumi e gli ottimi insaccati – dalle salsicce a soppressate, capicolli e prosciutti –, i formaggi – perlopiù caciocavallo e pecorino da consumare fresco o stagionato – e la tradizionale pasta fatta a mano, come cavatelli, fusilli e strascinati, condita con mollica, legumi, sughi di carne e altre tipicità lucane.